Riorganizzare, ridistribuire, ottimizzare. Insomma ridurre le perdite. Sembra il piano industriale di un´azienda metalmeccanica, invece è quello dell´Ipab (e dei pensionati che gestisce). Che si trova ad affrontare il solito problema: far quadrare i conti. Soprattutto dove da anni il bilancio è in rosso come al pensionato San Pietro. Struttura che come ha annunciato ieri il commissario straordinario dell´ente Francesco Zantedeschi, grazie al contributo regionale di 5 milioni e 200 mila euro sta per diventare un´altra cosa: via i 35 anziani ancora autonomi e indipendenti che ospita oggi e dentro 120 posti letto per non autosufficienti.
Spiega Zantedeschi: «San Pietro è il punto dolente dell´Ipab, lo sbilancio gestionale medio negli ultimi 4 anni è di 235 mila euro l´anno. Con il nuovo progetto e i 120 posti coperti da convenzione sarà più facile pareggiare i conti». Allora cosa succederà? «Se entro settembre presentiamo un progetto fattibile, la Regione confermerà i fondi – continua Zantedeschi -. E per noi è importantissimo ottenerli. Quello che prevede il piano è di trasformare San Pietro in un pensionato per non autosufficienti. In toto o in parte. Quanto agli attuali ospiti, verranno spostati negli altri istituti dell´Ipab. Sono 35 persone ancora autosufficienti, un numero troppo esiguo, la loro gestione è antieconomica».
Francesco Maniero, geometra responsabile delle procedure che assieme al perito Giampaolo Giacon dovrà preparare il preliminare del progetto, dà qualche dettaglio: «Oltre alla trasformazione è previsto anche un ampliamento del 10 per cento. Il progetto dovrà anche rispettare le norme antisismiche e anti-alluvioni, visto che questa è una zona a rischio. L´idea è di arrivare a 120 posti letto per non autosufficienti o, in caso si prevedano anche camere singole, 108 posti».
Ovviamente resta il problema degli anziani oggi ospiti del pensionato San Pietro. Che come spesso succede a una certà età probabilmente non saranno molto contenti di dover lasciare le loro stanze e le loro abitudini. Oltre al fatto che bisognerà convincere anche i familiari.
Non c´è comunque solo il progetto per San Pietro, nel piano Ipab. Zantedeschi annuncia anche la realizzazione di un reparto per “stati vegetativi permanenti” alla residenza Trento, sempre in contrà San Pietro: «In tutto l´opera costa 1 milione e 118 mila euro, finanziata grazie a un contributo della Fondazione Cariverona e con 282 mila euro a carico dell´Ipab di Vicenza» dice il commissario.
L´idea è di creare un reparto con 18 posti letto (forse divisi in due nuclei da 10 e 8 posti) destinati a quelle persone che dopo un trauma o qualche patologia grave sono in stato vegetativo. «Si tratta di un segmento molto delicato – dice sempre Zantedeschi-. Parliamo di quel confine che tocca il fine-vita. E comunque riguarda anche persone giovani, ad esempio chi è rimasto in stato vegetativo dopo un incidente stradale. Ora siamo alla consegna dei lavori, sarà tutto pronto tra un anno». Le aziende che hanno vinto la gara sono Ranzato impianti, Cit srl, Main management e ingegneria, En 7 e Studio progettazione Marcheluzzo.
Ultima precisazione di Zantedeschi, il cui mandato da commissario scade il 17 maggio prossimo: «Se per quella data non ci sarà un consiglio di amministrazione ci limiteremo a fare solo l´attività ordinaria fino alla nomina».