Giornale di Vicenza 31 dicembre
Un video pubblicato in esclusiva sul sito de “Il Giornale di Vicenza”. E prima, un fermo immagine nell’edizione cartacea del 5 ottobre in cui si vede il piede fasciato di un anziano, ricoverato al San Camillo, dal quale escono piccoli vermi bianchi che camminano sulle lenzuola sporche di sangue rappreso. Quanto basta per sollevare una bufera nella sede dei tre reparti di via Formenton che, da allora, non si è ancora calmata. Il video fa il giro d’Italia ne parlano molte trasmissioni. All’Ipab arrivano gli ispettori regionali, quelli dell’Ulss 6, i Nas di Padova. La magistratura apre un’inchiesta, i sindacati gridano allo scandalo, il Comitato dei familiari degli ospiti estrae dal cassetto decine di segnalazioni arrivate prima al Cda e poi al commissario straordinario nominato dalla Regione, Francesco Zantedeschi. Uno solo il concetto che si ripete: è poco il personale per seguire tutti i pazienti del reparto che conta su 114 posti letto, anche se non tutti sono occupati. Il tutto avviene dopo un bando che affida i servizi a una nuova cooperativa, la Bramasole con sede a Padova. Quest’ultima aveva presentato l’offerta economicamente più conveniente, consentendo all’Ipab di risparmiare un milione in tre anni, la durata dell’appalto.Nel frattempo era scaduto il mandato del commissario Zantedeschi, e il 16 luglio era arrivato il nuovo Cda, il secondo voluto dal sindaco Achille Variati, che elegge alla presidenza Lucio Turra. Dopo poche settimane iniziano ad arrivare diffide alla cooperativa che lavora nei reparti. A detta del Cda non vengono seguiti i protocolli più elementari, non si compilano gli incidet reporting; Ipab manda tutto al magistrato e grida al rischio sanitario dopo che un anziano è caduto dal sollevatore, ad un altro sono state somministrate medicine sbagliate e i familiari di un ospite non sono stati avvisati della morte di un loro congiunto. Dopo tre mesi, ai primi di ottobre, appare il video: il Cda corre ai ripari con la rescissione del contratto con la Bramasole e decide di internalizzare i servizi con la controllata Ipark. La Regione prende tempo fino al 31 gennaio per verificare che tutte le migliorie richieste siano realizzate prima di prendere una decisione: in ballo c’è sempre l’ipotesi commissariamento. E sarebbe il terzo in pochi anni nella struttura per anziani più grande del Veneto. L’Ulss 6 blocca i nuovi ingressi al San Camillo, a tutt’oggi gli ospiti sono un’ottantina. Intanto partono le battaglie legali, ancora in corso, che vedono Ipab da una parte e Bramasole dall’altra. In mezzo 64 operatrici che attendono gli stipendi di ottobre, le diffide dei giudici, una fideiussione bloccata. I danni di immagine all’ente che il presidente Turra quantifica in oltre un milione di euro, la storia di un patrimonio che i vicentini hanno lasciato in centinaia di anni di storia.