«Il contratto di esercizio siglato dalla Regione con i medici di base ha un forte odore di accordo pre-elettorale». Il j´accuse di Federico Pegoraro, presidente dell´Ipasvi di Vicenza, il collegio degli infermieri, è senza veli. Altrettanto esplosiva la bordata di Luigino Schiavon, presidente del coordinamento regionale degli Ipasvi del Veneto: «Sì, quei 25 milioni di euro annui per 4 anni, dati alla vigilia delle elezioni a un solo gruppo professionale per attivare le medicine di gruppo integrate, puzzano…».
All´Ipasvi quell´accordo firmato dall´assessore regionale alla sanità Luca Coletto con quattro sigle sindacali dei medici di famiglia – Fimmg, Snami, Smi, Intesa Sindacale – non va giù. «Una cosa del genere fa venire parecchi dubbi – spiega Pegoraro -. Cento milioni sono una grossa somma. Non vogliamo fare strumentalizzazioni, ma sarebbe stato meglio usare quei soldi per dare risposte ai bisogni dei cittadini». «Se si deve fare una revisione dei servizi territoriali – dice Schiavon – non esiste che l´intesa si faccia con una sola componente professionale e quattro sindacati. La sanità non deve essere oggetto di contrattazione ma progetto condiviso». La denuncia di Schiavon è anche sui contenuti: «Come si fa a non coinvolgere gli infermieri? Avevamo chiesto di essere ascoltati in commissione e invece, con la giustificazione che gli oggetti da discutere in questa riunione di fine legislatura erano tanti, ci hanno ignorati e l´intesa è stata approvata in 45 minuti. Eppure le medicine di gruppo integrate prevedono la nostra presenza. Ma non è la stessa Regione a dire che in Veneto mancano 800 infermieri per i servizi territoriali? Vogliono farci credere che così si risolverà il problema dei codici bianchi del pronto soccorso. Se i medici riceveranno solo su appuntamento cosa cambierà?». I dubbi affiorano anche su un altro fronte: «Non sappiamo – spiega Schiavon – che tipo di contratto avranno gli infermieri che verranno reclutati. Il pericolo è che si vada a pescare fra i giovani neolaureati per sottopagarli. Come Collegio vigileremo. Se necessario attiveremo Ispettorati del lavoro e Nas». In questa battaglia l´Ipasvi, che rappresenta 35 mila infermieri veneti (5.800 vicentini) non è solo. «Cisl, Cgil, Uil, i pensionati confederali non condividono l´accordo, stanno raccogliendo firme – dice Pegoraro -. Noi abbiamo chiesto un tavolo urgente all´assessore Coletto, ma dopo 15 giorni ancora nessuna risposta. Non siamo un sindacato, ma non ce ne staremo zitti. Il sospetto è che si sia andati contro il patto di stabilità. È materia di Corte dei conti. Chiederemo ai nostri consulenti di valutare se ci siano margini di ricorribilità».