Rimini Today
25 gennaio

Si è svolta questa mattina l’inaugurazione dei nuovi comparti operatori dell’Ospedale “Infermi” di Rimini, con la partecipazione dell’Assessore regionale alle Politiche per la Salute Sergio Venturi, del sindaco e presidente della Provincia di Rimini Andrea Gnassi, del direttore generale dell’A.USL Romagna Marcello Tonini, del coordinatore delle direzioni mediche di presidio dell’A.USL Stefano Busetti, del direttore del Dipartimento chirurgico di Rimini dell’A.USL Gianfranco Francioni e del direttore dell’Unità Operativa “Progettazione e Sviluppo Edilizio” dell’Ausl Enrico Sabatini. Proprio Sabatini ha aperto i lavori illustrando la parte edilizia dell’investimento. Il nuovo Blocco Operatorio dell’ospedale “Infermi” di Rimini è collocato al primo piano del Dipartimento di Emergenza Accettazione (Dea) dell’Ospedale “Infermi” di Rimini, inaugurato il 2 maggio 2011 e che già ospita i reparti di “Pronto Soccorso Generale – Medicina di Urgenza”, di “Anestesia Rianimazione” e di “Cardiologia-Tic”. L’intervento è consistito in lavori di completamento interno e la superficie utile del nuovo blocco operatorio è di 3.000 metri quadri. L’intervento edilizio-impiantistico ha però riguardato complessivamente 6.000 metri quadri, considerando anche i lavori fatti al piano secondo dove sono ubicati gli impianti e le macchine di trattamento aria a servizio del blocco.
Il comparto comprende 8 sale operatorie polispecialistiche che vanno a sostituire le 6 sale operatorie presenti nell’attuale blocco operatorio, situato in un altro corpo di fabbrica dell’Ospedale, e che verranno gradualmente dismesse. Procede infatti il percorso di concentrazione dell’area dell’emergenza ed interventistica dell’Ospedale di Rimini, all’interno del nuovo Dea, che consente di migliorare l’approccio funzionale e la presa in carico complessiva del paziente. Ulteriori, successivi passi in questo senso saranno i lavori per i piani superiori in cui troveranno sede i reparti del Dipartimento “Materno Infantile” (Ginecologia, Ostetricia, Terapia Intensiva Neonatale, Pediatria, Chirurgia Pediatrica). Il nuovo comparto operatorio Le 8 nuove sale operatorie saranno servite da due anelli di corridoi. Il primo anello, sul lato esterno del fabbricato, è destinato al transito dei pazienti, del personale e dei materiali in genere e dà accesso alle sale attraverso i locali di preparazione degli operandi e di risveglio degli operati. Si trovano su questo lato anche i locali per il lavaggio dello strumentario chirurgico. Dal secondo anello, perimetrale al cortile interno dell’edificio, avviene l’accesso alle sale dei chirurghi e dei materiali sterili. Oltre al suddetto settore principale sono presenti nel blocco, sul lato nord del piano, il settore destinato al ricovero, per la sosta post-operatoria di pazienti ad alta complessità e gli spazi dedicati agli spogliatoi del personale. Sul lato sud del piano sono invece collocati i depositi dei materiali, l’area della sterilizzazione d’urgenza e i locali per il relax del personale.
I lavori di completamento e l’installazione delle attrezzature sono iniziati nel gennaio 2015 e terminati nel dicembre 2015. Il Responsabile del Procedimento è l’architetto Sabatini; l’intervento è stato realizzato su progetto e con la direzione lavori dell’architetto Roberto Ravegnani Morosini di Milano e dell’ingegner Gabriele Zingaretti di Bologna, con gli ingegneri Andrea Rossi, Luciano Gaia e Lorenzo Carlini ed il perito Roberto Berardi di Rimini.
Il comparto operatorio è dotato delle più innovative tecnologie biomedicali. Sul piano tecnologico le 8 sale sono state realizzate con l’obiettivo della multidisciplinarità e sono state predisposte per l’utilizzo delle più recenti tecnologie biomedicali con dotazione tecnologica di alto livello. Ogni sala operatoria è dotata di due sistemi pensili per eliminare gli ingombri sul pavimento.  La distribuzione di tali sistemi permette di posizionare il paziente in ogni sala nella modalità più adeguata a favorire l’operato del personale in tutte le specialità chirurgiche. Ogni sala operatoria si avvale di sistemi di illuminazione di ultima generazione, che associano elevatissimi livelli prestazionali a una gestione del fascio di luce in grado di eliminare la presenza di ombre sul campo operatorio. La loro tecnologia costruttiva a led consente di minimizzare il surriscaldamento, con beneficio del paziente e degli operatori. Il sistema di illuminazione è dotato in ogni sala di una telecamera integrata. Di particolare rilievo è il progetto di dotazione multimediale delle sale, orientato a fornire ai chirurghi i più avanzati strumenti per la gestione dei contributi video-generati, utilizzabili sia per visualizzazione interna che per esigenze di documentazione.
Tutte le sale sono state predisposte con cablaggi tecnici realizzati con la fibra ottica per consentire al personale di connettere tutte le tecnologie e visualizzare le informazioni sotto forma di filmati, immagini e voce.  In questo modo il “Sistema Sala Operatoria” è in grado di interagire con la rete informatica di tutto l’ospedale e anche di visualizzare e condividere, direttamente su un display, le informazioni relative al paziente ottenute da precedenti indagini come radiografie, Tac o esami di laboratorio. La distribuzione dei monitor permetterà a tutto il personale delle equipe chirurgiche di operare con modalità video assistita. Da ogni sala operatoria si potrà comunicare in videoconferenza potenzialmente con tutto il mondo per consulti, scambi di esperienze, eventi formativi senza dover necessariamente prevedere accessi in sala operatoria. Inoltre è prevista la possibilità di diffusione in streaming delle immagini, l’integrazione nello stesso sistema del controllo delle luci di sala e la gestione centralizzata delle apparecchiature. Grazie a questo sistema inoltre il coordinatore potrà avere continuamente sotto la propria visione la situazione dello stato dell’intervento e garantire la massima utilizzazione della sala.
La distribuzione degli apparecchi per anestesia in sala operatoria e in preparazione  permetterà di ridurre le tempistiche di preparazione del paziente, che verrà effettuata negli spazi antistanti ogni sala operatoria. Nel blocco operatorio sono stati inoltre inseriti 5 posti letto di recovery room con dotazione tecnologica di monitoraggio e ventilazione polmonare al pari della dotazione tecnologica della Rianimazione. Per quanto riguarda il percorso del ferro chirurgico, ogni sala dispone di sistemi di decontaminazione per la preparazione del ferro da inviare alla sterilizzazione ed è dotata di sistemi di rintracciabilità per il controllo informatizzato dei set utilizzati, dall’inizio dell’intervento alla sua conclusione. Infine all’interno del blocco sono stati attrezzati appositi locali destinati al lavaggio e alla sterilizzazione dei ferri chirurgici, in supporto alla centrale di sterilizzazione durante gli orari di chiusura di quest’ultima per sopperire alle urgenze. Il direttore dell’Unità Operativa “Ingegneria Clinica” dell’A.USL Romagna è l’ingegner Roberto Camillini.
Quindi l’intervento del dottor Tonini che ha esordito con le parole “L’Azienda s’è desta” riferendosi al fatto che negli ultimi mesi sono stati diversi i risultati centrati dall’A.USL Romagna che ha da poco  compiuto due anni di vita e che Tonini guida da poco più di 10 mesi. “Stiamo iniziando a portare a casa risultati. Stiamo iniziando a dialogare tra realtà diverse mettendo a frutto le capacità di ognuno per il bene di tutti. Dobbiamo continuare così, e agli operatori chiedo, come sempre, il massimo impegno, poiché è con l’impegno che si ottengono risultati come quello di oggi”. Nel suo intervento il sindaco di Rimini, oltre ad esprimere soddisfazione per il risultato acquisito e aver evidenziato come il “modello Rimini” sul fronte della sanità stia portando a casa vari risultati (oltre a quelli di ordine strutturale come il Dea e il suo contenuto, la nomina di Marcello Tonini a direttore generale, segno che questo territorio è portatore di capacità di governance) ha inserito il tema sanitario in un più ampio ragionamento legato alla città di Rimini. “Anche Rimini s’è desta – ha detto -: e ulteriori risultati ci saranno anche di qui in poi in ordine ad una viabilità sempre più snella e all’altezza di questo territorio, alla creazione di un vero e proprio parco del Mare, alla sostituzione di quelli che un tempo erano i motori immobiliari dello sviluppo, con motori culturali per rendere questa nostra città più appetibile”. Quindi un passaggio sul piano per le fogne, grazie al quale la balneabilità, e quindi la vita di Rimini, ma anche dell’Adriatico, saranno salvaguardati, ed uno sprone affinchè anche le politiche sanitarie regionali diano la giusta importanza ad una realtà come quella dell’A.USL Romagna e, al suo interno, di Rimini, anche per i risultati conseguiti come quello odierno.
Ha chiuso i lavori l’assessore Venturi, che è partito da un quadro nazionale, informando che per quest’anno il fondo sanitario nazionale dovrebbe essere integrato di 1,3 miliardi. “E nel ragionamento su come suddividere queste risorse – ha detto Venturi – terremo in considerazione le Aziende che hanno bisogno di solidarietà, cioè di un aiuto economico, ma cercheremo anche di dare un riconoscimento a quelle che sono state più efficienti dal punto di vista del bilancio. La Romagna è una di queste, e speriamo di dare un segnale in questo senso già da quest’anno”. Venturi ha anche ricordato i principali risultato ottenuti in questo primo anno di mandato: un forte ridimensionamento dei tempi d’attesa per visite ed esami specialistici, “con un metodo che Cittandinazattiva proporrà alle altre Regioni come esempio”; l’assunzione di 150 medici, che dovrebbero essere stabilizzati entro pochi mesi; un taglio della spesa dell’assessorato di tre milioni di euro in un anno; l’eliminazione dell’Irap dall’attività socio-sanitaria. Nel più ampio ragionamento sulle specializzazioni e vocazioni dei vari ospedali, l’assessore regionale ha inoltre detto che sta ragionando della rete dei trapianti regionale, nell’ambito della quale, “una specialità come il trapianto di rene da defunto potrebbe trovare sede anche in Romagna”.