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23 settembre

Ospiterà 15 persone con disabilità psichica per volta che potranno imparare a vivere da soli, cucinare, gestirsi in autonomia. Sempre con l’assistenza di educatori. Inaugurazione il 19 settembre 

BOLOGNA – Una casa, in Valsamoggia, dove possono vivere 15 persone con disabilità psichica, per imparare a essere indipendenti, a vivere da soli, a cucinare e a gestirsi, assistiti comunque da educatori. Si chiama la “Casa tra le nuvole”, è un progetto per lo sviluppo di autonomia abitativa e di vita indipendente ed è stata creata con contributi pubblici e privati per un costo di circa un milione di euro. L’inaugurazione è avvenuta il 19 settembre a Crespellano di Valsamoggia, nel bolognese, ed è stata accompagnata da una due giorni di celebrazioni. La “Casa tra le nuvole” è in via Pietro Nenni 13, su un’area concessa dal Comune in comodato d’uso gratuito per 30 anni, e ha beneficiato di un finanziamento regionale di oltre 400.000 euro (pari quasi 50% dei costi complessivi della struttura). Al piano terra c’è un appartamento per sei persone, ai piani superiori una sala polivalente per le attività (intitolata al sindaco Alfredo Parini, il primo amministratore ad appoggiare il progetto ai tempi in cui era amministratore di Crespellano) e mini appartamenti, uno dei quali adibito a vera e propria “scuola delle autonomie”, con un angolo cottura in cui gli ospiti impareranno gradualmente a vivere da soli.
Al taglio del nastro, erano presenti, tra gli altri, il sindaco di Valsamoggia Daniele Ruscigno, l”assessore regionale alle Infrastrutture Raffaele Donini, Intertaba Spa-gruppo Philip Morris, Euroricambi, Ikea e altri sostenitori e Gioia Ceccarini, presidente dell”associazione Volhand. “Al progetto lavoriamo da oltre dieci anni – spiega Ceccarini – con l’obiettivo di dare ai nostri cari un luogo in cui provare a vivere da soli senza la famiglia”. Nel tempo, infatti, Volhand ha accompagnato i disabili: da bambini, nel loro percorso scolastico e ora che sono giovani adulti, con l’inserimento nel mondo del lavoro e nella gestione della loro autonomia. Per questo, aggiunge Ceccarini, “la casa è pensata come una specie di ‘palestra’ che sta tra la vita in famiglia e la vita indipendente, un processo di transizione graduale in cui avere a portata di mano tutto cio” di cui possono avere bisogno, a partire da educatori presenti nelle ore in cui la casa viene vissuta”.
Per la realizzazione della casa, prosegue, “la Regione ha contribuito in maniera ingente, ma l’investimento sfiora il milione di euro e senza il contributo dell’amministrazione e delle persone, non saremo mai riusciti a tagliare il traguardo”. Per questo tra sabato e domenica si sono svolte iniziative per raccogliere fondi, con stand gastronomici, musica, giochi, intrattenimenti e un’asta di solidarietà con la partecipazione straordinaria di Andrea Mingardi. Per il sindaco di Valsamoggia, la casa è “un esempio virtuoso di quello che pubblico e privato possono fare insieme se ci sono la volontà di realizzare le cose”. Il territorio della Valsamoggia, infatti, “ha tra le sue priorità quella di non lasciare nessuno da solo e ‘La casa tra le nuvole’ è tra gli esempi migliori che abbiamo”. In tutto, la “casa” potrà ospitare 15 persone alla volta, con un’età minima che parte dai 18 anni, selezionate in base a una valutazione dei servizi. La casa, che non avrà alcun tipo di recinzione o confine definito, è vicina a tutti i servizi principali (trasporti e negozi) e si affaccia sul parco De Andrè della municipalità di Crespellano.