Parere positivo, in sede consultiva, della commissione Politiche per la salute e politiche sociali, alla delibera di Giunta che definisce gli indirizzi di programmazione 2015 degli interventi “per la qualificazione e il consolidamento del sistema integrato dei servizi socio-educativi per i bambini in età 0-3 anni e le famiglie”voto favorevole di Pd e Selastenuti LnFdi e M5s. La delibera sarà sottoposta la settimana prossima all’esame della commissione Scuola.
I diritti dei bambini ad avere servizi che esprimano un alto livello di qualità; i diritti delle famiglie sul piano delle rispettive realizzazioni professionali e per la conciliazione degli impegni lavorativi con le responsabilità familiari; le pari opportunità per le madri-lavoratrici; la necessità che i soggetti titolari e gestori, pubblici e privati, mantengano la qualità dell’offerta educativa: sono queste le priorità della Regione, illustrate in commissione dall’assessore Elisabetta Gualmini (Welfare), e la Giunta intende “investire su una pluralità di offerte, tali da consentire la scelta delle famiglie verso tipologie di servizi più adeguate alle rispettive scelte educative e organizzative”.
Gualmini ha ricordato come le risorse regionali abbiano consentito di conseguire l’obiettivo indicato nella Raccomandazione del Consiglio d’Europa: l’offerta educativa per i bambini in età 0-3 anni in Emilia-Romagna, è pari al 34,6%.
I servizi educativi attivi in Emilia-Romagna sono 1.206, così articolati: 1.009 nidi d’infanzia (a tempo pieno o part-time, micro nidi o sezioni aggregate a scuole dell’infanzia, e nidi aziendali); 61 servizi domiciliari136 servizi integrativi. La rete dei servizi per l’infanzia è per quasi il 60% a titolarità pubblica, il 40% a titolarità privata. Si assiste a un lieve ma costante calo delle iscrizioni, negli ultimi anni. Nell’anno 2013-14 risultano iscritti 34.027 bambini, erano 35.633 l’anno precedente. In Emilia-Romagna operano circa 7.100 educatrici/educatori, e 460 coordinatori pedagogici.
In un contesto in forte cambiamento, dovuto alla lunga crisi economica, “si esprimono nuovi bisogni, sia per quanto riguarda le famiglie in cui i genitori svolgono attività professionali non stabili e con esigenze orarie diversificate, che per le famiglie provenienti da altre città o Paesi, di solito prive di reti parentali di sostegno”, haspiegato Gualmini. A fronte dell’andamento discontinuo dei trasferimenti di risorse statali, “la Regione ha scelto di orientare le risorse finanziarie su due priorità irrinunciabili: la qualificazione e il consolidamento, demandando alla concertazione territoriale, con gli Enti locali, spesso in difficoltà nel mantenere aperte le strutture, la facoltà di graduare i finanziamenti in base alle specifiche esigenze”.
Nel dibattito sono intervenuti Raffaella Sensoli (M5s), Daniele Marchetti (Ln), Tommaso Foti (Fdi), Igor Taruffi (Sel).