Il Resto del Carlino
8 novembre

Imola – Anche le scuole paritarie imolesi si danno da fare per rendere le loro strutture a prova di terremoto. Proprio nei giorni in cui, a seguito di una richiesta del M5s, il Comune ha diffuso la mappa con la situazione tutto sommato positiva degli istituti pubblici cittadini, ammettendo però l’esistenza di ben quattro complessi – il nido Campanella, la scuola dell’infanzia Sante Zennaro, le elementari Rubri Zolino Tinti e le Pelloni Tabanelli – sui quali non è stata ancora eseguita la cosiddetta «analisi di vulnerabilità», Santo Spirito annuncia infatti la fine dei lavori di miglioramento sismico nella propria scuola dell’infanzia.
«È cominciato tutto due anni fa – ricorda il parroco, don Marco Renzi –, quando alla luce del terremoto in Emilia sono iniziate le analisi sugli edifici adibiti a scuole e oratori della nostra Diocesi. Nell’estate del 2015 ci sono stati forniti i risultati degli studi relativi a Santo Spirito. Abbiamo una parte costruita nel 2000, che non presenta problemi, e un’altra risalente invece agli anni ’50 che aveva alcune criticità sulle quali intervenire». Così si è deciso di passare all’azione. È stato rafforzato il salone grande della scuola dell’infanzia (ex materna) con dei tiranti in ferro, si è intervenuti sulle fondamenta e potenziando i muri portanti.
Infine, vista la necessità di mettere mano anche ai sotterranei (dove c’è il teatrino parrocchiale), si è stabilito di costruire lì i nuovi spogliatoi per l’attività sportiva, usando proprio i setti murari previsti per l’antisismica. A quel punto, però, la spesa inizialmente prevista in 45.600 euro è lievitata ben oltre i 100mila euro, come testimoniato dal giornalino distribuito in questi giorni a Santo Spirito. E allora, oltre ad attingere ai fondi della parrocchia, è diventato fondamentale l’aiuto dei fedeli. «Ci avrebbe fatto comodo poter contare anche sui finanziamenti pubblici – ammette don Marco – , ma evidentemente li hanno presi tutti le scuole statali. E un po’ mi dispiace. Non dico debba esserci un fondo solo per le strutture imolesi, ma credo comunque che una quota del 30 o 40% sia giusto riservarla a noi».
Il motivo del rammarico ha però anche radici più profonde: fermo il contributo di 171.900 euro per il triennio 2015-2018 destinato alla parrocchia proprio in virtù della convenzione tra il Comune e le scuole d’infanzia paritarie cittadine, nei mesi scorsi l’amministrazione ha chiesto a quest’ultime di pagare l’Ici arretrata. E la vertenza tributaria è ancora in corso. Intanto però, in attesa di chiudere la pratica sismica al Circondario (il via libera è previsto tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre), a Santo Spirito si può essere soddisfatti del lavoro fatto per la sicurezza dei bambini.