Il Resto del Carlino
19 gennaio

Imola (Bologna) – Una bottiglietta d’acqua in meno ai pazienti e, per il personale ospedaliero, l’ipotesi di chiusura della mensa nei festivi (domeniche escluse). Questi i due provvedimenti, destinati a far discutere, adottati dall’Ausl di Imola per adeguarsi alle richieste della spending review. Misure che, secondo i calcoli dei vertici ospedalieri, porteranno a un risparmio complessivo di 150mila euro l’anno. Lo spettro dell’acqua dimezzata durante i pasti aleggia ormai da qualche giorno tra i reparti del Santa Maria della Scaletta.
Solo ieri però se ne è avuta la conferma, attraverso una comunicazione ufficiale dell’Azienda sanitaria locale. Si parte l’1 febbraio: dalla consueta dotazione giornaliera di un litro si passa a quella da mezzo litro, che sarà consegnato con il vassoio del pranzo. Una scelta che, «oltre ad andare incontro alla richiesta normativa, risulta di basso impatto – assicurano dall’Ausl –, considerando che molto spesso i pazienti ricoverati non utilizzavano completamente la dotazione giornaliera». In ogni caso, per i primi mesi dall’attivazione della nuova modalità, i reparti saranno dotati di una fornitura extra di acqua per garantirla al bisogno a chi ne facesse richiesta.
«Anche quest’anno alle aziende sanitarie pubbliche viene richiesto uno sforzo di riduzione della spesa corrente attraverso una revisione dei contratti per beni e servizi», ricordano dall’Ausl imolese citando la direttiva, entrata in vigore ad agosto 2015, che impone appunto alle amministrazioni sanitarie di attivarsi con i fornitori per conseguire un risparmio complessivo di spesa del 5% annuo. E così anche l’Azienda sanitaria imolese («unitamente alle altre di area vasta») ha avviato le «procedure di rinegoziazione, in particolare con rimodulazioni dei servizi di supporto che non hanno impatto sull’assistenza sanitaria – ribadiscono dall’Ausl –, ottenendo una previsione di riduzione annua della spesa significativa, di circa 150mila euro».
Oltre al dimezzamento dell’acqua per i pazienti, novità in vista anche per gli operatori interni. «Non si sono operate scelte di riduzione delle portate o della qualità-quantità dei cibi offerti – premettono anche in questo caso dall’Ausl –, ma è in fase di valutazione la chiusura del servizio di mensa interno dell’ospedale Santa Maria della Scaletta (fino ad oggi aperto 365 giorni l’anno) nelle giornate di festività riconosciuta: 1 e 6 gennaio, Pasqua e Lunedì Santo, 25 aprile, 1 maggio, 2 giugno, 13 e 15 agosto, 1 novembre, 8 dicembre, 25 e 26 dicembre. 13 giornate in totale in cui il servizio è utilizzato da un numero molto limitato di operatori». Considerando quest’ultima opzione, «rispetto alla quale è in atto un’informativa ed un confronto con le organizzazioni sindacali aziendali – concludono dall’Ausl –, l’operazione nel suo complesso garantirebbe nel 2016 un risparmio di circa 35mila euro».