Il Corriere delle Alpi, 14 ottobre 2015

VENEZIA Anci Veneto chiede uno studio approfondito dell’impatto del riassetto della sanità previsto dalla riforma Zaia; ritiene che all’Azienda Zero – la nuova governance – non spettino compiti di programmazione (da mantenere in capo alla direzione regionale sanità e sociale); si oppone alla riduzione drastica delle Ulss – da 21a 7 – su base provinciale; e sostiene che la figura del direttore dei servizi sociali va mantenuta così come il ruolo dei sindaci nelle attività di indirizzo e controllo. Queste le richieste dell’associazione dei comuni, esposte dal vicepresidente Giancarlo Piva (sindaco di Este) alla commissione regionale sanità, presieduta dal leghista Fabrizio Boron. Che ieri ha ricevuto in audizione anche Giuseppe Ciucciù, rappresentante del Tribunale dei diritti del malato, che ha esordito con un giudizio «sostanzialmente positivo» verso la riforma, «soprattutto per la capacità di pensare in termini di aggregazioni di territori, perché l’aggregazione tra Ulss genera risparmi»; il Tribunale ha poi sottolineato comunque alcuni punti critici: «Ci fa paura il rischio di abbattimento del livello delle prestazioni che di solito accompagna le riforme strutturali e inoltre non ci pare che 60milioni di risparmi, questo è quanto comunicato recentemente dall’assessore Coletto, siano un risultato eccezionale».