Il Resto del Carlino
6 settembre

Cesena – Bando alle facili ironie sulla conversione in extremis al renzismo. Il sindaco Paolo Lucchi assicura di credere fermamente alle promesse del premier – che pure i compagni di liceo chiamavano il Bomba per la propensione a spararle grosse – quando dice di voler abbassare le tasse. Ed anzi rilancia promettendo ai cesenati che dall’anno prossimo con la Local tax la pressione fiscale si abbasserà.

Tasse più basse: dobbiamo proprio crederci?

«Nel 2015 abbiamo ridotto un pezzo dell’Imu sulla seconda casa e il prossimo anno amplieremo gli sconti sulla prima casa. Non sappiamo esattamente come sarà la ‘Local tax’ (che sostituirà Imu e Tasi) ma certamente la moduleremo in base al reddito e la pressione fiscale complessiva sarà più bassa».

Ma come farete a far tornare i conti se le entrate fiscali si ridurranno?

«Ho fiducia che Renzi non scaricherà sui comuni il costo delle minori entrare. Mi fido di lui che è stato sindaco di Firenze. Ci saranno poi anche maggiori margini di manovra con un allentamento del Patto di stabilità (i vincoli di spesa per i comuni, ndr) e premi a comuni virtuosi come Cesena».

Per rilanciare i consumi e l’economia servirebbe però un taglio ancor più consistente delle tasse. Il Comune non potrebbe fare di più?

«Tutti dicono che si può fare di più ma non vedo in giro grandi ricette miracolose. Per l’imprese facciamo già buone cose: Cesena è l’ottavo comune in Italia per velocità di pagamento e siamo all’avanguardia nella riduzione burocratica. Grazie al bando per le nuove imprese per il quale abbiamo investito 450mila euro, sono state create 120 nuove aziende e oltre un centinaio di posti di lavoro».

La gente chiede lavoro.

«E’ vero. E’ la principale preoccupazione che mi viene prospettata dai cittadini. Dalle aziende sento segnali positivi in termini di fiducia e di fatturato, ma il lavoro manca ancora. Il dramma è tale che anche un calo della disoccupazione dello zero virgola non altera il quadro negativo».

Capitolo ‘grandi opere’: il cantiere della nuova sede universitaria inaugurato in pompa magna è fermo da mesi.

«Il cantiere è fermo per responsabilità dell’azienda appaltatrice che sta pagando una penale per il ritardo. A fine settembre scatteranno le condizioni per toglierle l’appalto ed affidare i lavori all’azienda seconda in graduatoria (Conscoop, ndr) che è pronta a partire».

Le strade dissestate restano una delle principali lamentele dei cittadini. 

«Siamo più lenti che in passato ma facciamo fronte agli impegni. Stanno per partire lavori in una quarantina di strade in tutto il territorio comunale. Spenderemo 780 mila euro. Il problema vero è quello delle strade provinciali per le quali l’ente non ha un soldo».

L’Ausl Romagna risolverà una buona volta il problema delle lunghe liste d’attesa per visite ed esami specialistici?

«La Regione spiega che c’è un miglioramento costante ma confesso che anch’io ho difficoltà a comprendere gli indicatori utilizzati. Riconfermo però la mia disponibilità a chiarire le situazioni di ritardo o disagio che mi vengano segnalate dai cittadini o dai mezzi d’informazione».

Altra ‘ferita’ della sanità: le lunghe attese al pronto soccorso del Bufalini.

«Struttura e personale sono molto qualificati ma soffrono della carenza di spazi. E’ in corso un investimento consistente per ampliarli».

L’idea di trasferire fuori città l’ospedale è ancora in campo?

«Il trasferimento dell’ospedale è un tema su cui ragionare. Io ho la mia idea e non la voglio certo imporre ma intendo aprire il confronto. Il mestiere del sindaco è avere una visione per il futuro. L’occasione per parlarne è il piano strutturale che disegnerà le prospettive di sviluppo della città per i prossimi dieci anni. Il Bufalini risale agli anni 50 quando venne localizzato in quell’area perché l’aria era salubre… Oggi le considerazioni per individuare la sede di un ospedale sono molto diverse. Bisogna ragionarne seriamente lasciando da parte i sentimenti».

In piazza della Libertà stanno per iniziare i lavori, ma il comitato che difende il parcheggio non si arrende e rilancia la protesta.

«La protesta è legittima se fatta con toni e modi adeguati. Non mi piace il boia con la scure (il Tana Boia che imperversa via Facebook per sottolineare la morte dei negozi in centro, ndr) perché è un’immagine che spaventa la città. Comunque la partenza del cantiere ai primi di ottobre sgombra il campo dalla questione parcheggio. Dopo le polemiche che hanno dato un’immagine negativa del centro vorrei proporre ai commercianti di fare insieme una campagna di comunicazione positiva: raccontare quant’è bella la città e che ci sono parcheggi con tariffe concorrenziali. Il muro di Berlino è caduto, proviamo a guardarci in faccia».