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14 dicembre

“Le ricorrenti e convalidate voci di chiusura di ospedali in Puglia con la conseguente perdita di innumerevoli servizi sul territorio, sommate alle difficoltà scaturite dall’applicazione della norma europea che disciplina in modo penalizzante la turnazione del personale medico e infermieristico, portano ad una sola, inevitabile, conseguenza: una completa rimappatura dell’Offerta Sanitaria che ridisegni in modo razionale la geografia della Sanità in Capitanata”.
A parlare è Paolo Telesforo, Presidente di Confindustria Sanità, che sottolinea con vigore quanto la nuova mappa della Sanità di Capitanata non potrà fare a meno di mettere insieme in modo sinergico risorse pubbliche e risorse private per creare un’offerta non solo efficiente ed efficace per gli assistiti del territorio, ma che diventi attrattiva per gli utenti di altre regioni.
“In realtà – asserisce Telesforo – si tratta di far di ogni vizio una virtù, e di avere il coraggio di investire risorse per trasformare il cancro della Mobilità Passiva Extraregionale, in Mobilità Attiva capace di rimpinguare le casse dell’ ASL. In tal modo l’inversione di tendenza dovuta alla “ritrovata” capacità di attrattiva della Sanità di Capitanata (liste di attesa brevi, servizi efficienti e puntuali, organizzazione logistica e servizi alberghieri impeccabili) consentirebbe all’ASL di rientrare dagli investimenti e di reinvestire nuovamente in efficienza sul territorio, con enorme ricaduta positiva sull’economia locale.Mi viene alla mente – prosegue il dottor Telesforo – uno strano paragone. Le aziende ben guidate e che fatturano milioni di euro, investono maggiormente in marketing proprio nel momento in cui gli affari tendono a calare e non quando sono sulla cresta dell’onda perché, allora, “si possono permettere di sostenerne i costi”. La medicina va data quando il paziente è ammalato. Così bisogna fare per la Sanità, bisogna guardare al lungo periodo e non rincorrere il risparmio e il taglio dei tetti di spesa come una misura inevitabile. In realtà non si risparmia nulla, si sposta semplicemente il costo da una voce di bilancio a un’altra.”
“Di questo parere – continua il Presidente Telesforo – è anche l’europarlamentare Elena Gentile, che ha lanciato sugli organi d’informazione la proposta di creare una lobby sanitariache suggelli la collaborazione tra Pubblico e Privatosia sul piano della ricerca che quello della risposta alle esigenze di salute dei cittadini. Mettere insieme le eccellenze non può che far bene al territorio. Il futuro è quindi collaborazione e interazione”.
“La Gentile auspica soprattutto una collaborazione tra Ospedali Riuniti e Casa Sollievo della Sofferenza, ma questa visione parziale – sottolinea Telesforo – non tiene conto dell’importanza di creare una moltitudine di ‘punti d’accesso’ alle prestazioni sanitarie sfruttando TUTTE le risorse a disposizione e non solo le grandi strutture che tendono ad accentrare i carichi di lavoro non risolvendo mai in modo definitivo il problema delle liste d’attesa”.
“Solo bilanciando in modo equilibrato i carichi di lavoro tra tutte le strutture pubbliche e private presenti sul territorio si potranno ottimizzare realmente le liste di attesa fornendo al cittadino una risposta immediata e non ‘mediata’ alla sua esigenza di Salute.”
“Lo stesso Antonio Pedota, Direttore Generale degli O.O.R.R. di Foggia – continua Telesforo – ha auspicato che gli Ospedali possano concentrarsi solo sui casi più complessi e su un pronto soccorso più efficiente, mentre i restanti casi dovrebbero essere assorbiti dalle strutture facenti capo alla ASL. E queste strutture potrebbero essere individuate non solo nel D’Avanzo – come lui sostiene in prima istanza – ma anche nelle Case di Cura Accreditate e nelle strutture ambulatoriali accreditate che già operano con successo sul territorio e che fino ad ora sono state, contro oggi logica e matematica, considerate più corpi estranei che una parte importante del Servizio Sanitario Nazionale. Le case di cura accreditate e le strutture diagnostiche accreditate private costituiscono, alla luce di questo nuovo orientamento generale, l’unica possibilità per la Sanità locale, di ridurre REALMENTE i tempi di attesa.
“In sintesi – conclude Telesforo – le Case di Cura Private Accreditate e i Centri Diagnostici Privati Accreditati, possono giocare un ruolo importante capace di fare la differenza in termini di contenimento dei costi e di velocità di erogazione delle prestazioni. Noi di Confindustria Sanità siamo pronti a fare la nostra parte e se, come ha dichiarato ai microfoni di Teledauna il direttore Generale dell’ASL Piazzolla poco meno di un mese fa, l’ASL è pronta ad accogliere questa sfida e ad aprire un tavolo di concertazione con noi, sono sicuro che i risultati non tarderanno a venire.”