Arena, 26 maggio 2015

«La sbandierata resurrezione del Chiarenzi? Potrebbe essere una verità elettorale».
«Zevio bene comune», la lista rappresentata in Consiglio comunale da Giorgia Vesentini, è scettica sugli annunci del sindaco Diego Ruzza e dell’assessore al sociale Mirco Ghirlanda. I due amministratori danno come acquisita la salvezza dell’ospedale grazie a un contratto che consentirebbe al Comune d’utilizzare, in comodato d’uso trentennale, due terzi del nosocomio «dismesso» dalla Regione per adibirlo a casa di riposo, ospedale di comunità, hospice per malati terminali, alloggio per disabili psichici e mentali.
Il primo fendente della lista di centrosinistra è rivolta all’assessore regionale alla sanità Luca Coletto. Secondo la lista Zbc, le sue dichiarazioni sarebbero contraddittorie: «Ha spiegato che, grazie al progetto di riconversione presentato dal Comune, il Chiarenzi è salvo. Ma non molto tempo fa bollava la struttura dell’ospedale come obsoleta e non antisismica da spenderci un sacco di soldi per sistemarla».
Ma c’è di più: «Secondo l’amministrazione poi», stigmatizza ancora l’esponente di Zbc, «avrebbero dato una mano al Chiarenzi altri tre candidati alle regionali: Davide Bendinelli, Stefano Valdegamberi e Andrea Bassi. Ma è da considerare una vittoria la chiusura dell’ospedale in cambio della concessione, forse, di rimetterlo in piedi a spese del municipio».
Che quindi passa a contestare altre dichiarazioni di Ruzza e Ghirlanda: «Per loro, tutto è già approvato dalla giunta regionale e autorizzato dall’Ulss 21». Ma, sempre secondo Zbc, le “carte” non corrisponderebbero alle dichiarazioni: «In realtà pare vi sia una delibera della giunta regionale su un parere favorevole di massima alla concessione dell’usufrutto, subordinato alla definizione tra Ulss e Comune dei servizi, dei costi di ristrutturazione e gestione del Chiarenzi, della suddivisione tra i due enti degli spazi, tenendo per Legnago i migliori». Ergo: «Contrariamente a quanto si vuole far credere, non c’è nessun progetto approvato. E a tutt’oggi il Comune non ha presentato nulla all’Ulss. Ancora da definire, quindi, il che fare, dove e soprattutto chi paga».
Atteggiamento molto duro della lista d’opposizione sull’amministrazione che «dà per scontato la cancellazione degli 80 posti letto riabilitativi, nell’attesa del trasferimento a Bovolone di fine anno ridottisi a 35».
La lista di centrosinistra rivendica la paternità della proposta di spostare all’ospedale i posti letto della casa di riposo per anziani di via Aldo Moro, quale alternativa alla costruzione di un nuovo fabbricato accanto all’attuale struttura. «Il resto, al momento, è però nel libro dei sogni». Motivo? «Richiede una grossa spesa attivare ospedali di comunità e hospice secondo gli standard per l’accreditamento in Regione. Per non parlare dei costi di mantenimento e gestione di strutture e servizi. Un impegno economico enorme per il Comune, anche ricorrendo a convenzioni con privati».
Zbc conclude sostenendo che la dismissione del Chiarenzi va attribuita alla riduzione dei posti letto riabilitativi decretata da Venezia, «ben sotto al parametro nazionale 0,7 posti letto per 1.000 residenti. In Veneto questo parametro è stato fissato a 0,5».
Da qui l’appello di Zevio bene comune a guardare al programma del centrosinistra per le regionali: «Prevede l’attivazione di qualche centinaia di posti letto riabilitativi in più in Regione, un’ottantina dei quali in provincia di Verona. Lo stesso numero di posti letto che erano in dotazione al Chiarenzi, che potrebbe vederseli riassegnare se alle regionali non ci facessimo ancora una volta illudere dalla promesse di chi ha governato la sanità veneta per vent’anni»