Gazzettino 3 gennaio

I familiari degli anziani che frequentano i centri diurni dell’Ire si sentono discriminati rispetto a chi vive in terraferma: non avranno più il trasporto in motoscafo dei loro cari e molti hanno già deciso di rinunciare a un servizio prezioso ma, senza trasporto, improponibile per gli ospiti più fragili. E ora c’è il rischio che a casa restino anche una mezza dozzina di lavoratori, quelli che assicuravano il servizio con la Sanitrans, a cui è stata tagliata una fetta d’appalto da 400.000 euro l’anno.
Sta avendo effetti pesanti la decisione del Comune, in difficoltà di bilancio, di non garantire più questi trasporti, che spetterebbero in effetti agli enti gestori. Una ridistribuzione di competenze che a Venezia però si trasformerà in un taglio e che riporta in primo piano il tema annoso dei prezzi esorbitanti dei trasporti acquei. Così, se a Mestre la cifra riattribuita è di 300.000 euro, ma per una cinquantina di ospiti, a Venezia i 400.000 euro venivano spesi per “soli” 15 anziani. Così, mentre in terraferma l’Antica Scuola dei Battuti e l’Ire si stanno organizzando per offrire dei pulmini, a Venezia nemmeno se ne parla, di motoscafi alternativi.
Ed ecco l’amarezza dei familiari, convocati in Comune solo a bilancio fatto. «Non ci hanno dato alcuna possibilità di discussione – denuncia Bertilla Costantini – L’alternativa che ci hanno proposto, quella dell’accompagnamento, che oltretutto sarebbe gratuita solo sotto la fascia di reddito, ci lascia molto perplessi. Si tratta di anziani molto fragili, malati di Alzheimer o di altre forme di demenza, per alcuni salire su dei mezzi pubblici diventa una impresa impossibile. Senza contare l’incertezza di questi trasporti». Per questo c’è chi ha già deciso di rinunciare, a malincuore perché «questi centri sono preziosissimi – sottolinea Costantini – Questi anziani, quando frequentano questi servizi, spesso hanno una specie di risveglio. Lasciati a casa tornano a chiudersi… Ma non si è nemmeno provato a trovare un’altra soluzione, magari inserendo personale dei centri per abbassare i costi. Semplicemente ci è stato detto a Mestre si, a Venezia no. È ingiusto, così si discriminano i veneziani. È come dire che a Venezia non si può invecchiare. Ora ci sono poi 7, 8 operatori della Sanitrans che rischiano il posto, senza contare gli altri costi sociali che avranno questi tagli».
Un rischio messo in evidenza anche da Giampaolo Lavezzo, una vita spesa sul fronte della disabilità: «Questi soldi possono sembrare tanti, ma Venezia ha costi molto alti. E il rischio, alla fine, è che questi anziani finiscano in casa di riposo dove si paga di più. Perderemmo il primato di Comune con il minor numero di ricoveri in casa di riposo, mentre questi centri diurni saranno ridimensionati, con perdita ulteriore di posti di lavoro».