Gazzettino 4 gennaio

Su quei 12 ettari di campagna al confine tra Asseggiano, Gazzera e Zelarino, camion e ruspe sono pronti a mettersi in moto. Anche l’ultimo scoglio, quello dell’autorizzazione ai lavori da parte del Comune di Venezia, è stato superato e la nuova «Casa di Anna» può iniziare a prendere forma. «I lavori partiranno a fine inverno e speriamo di concluderli entro il 2016» spiegano , mappa alla mano, l’imprenditore veneziano Piero Pellegrini e Luca Boaretto, l’ingegnere dello studio che ha realizzato il progetto. Pellegrini è anche il papà di Anna, una donna disabile che comunica attraverso un computer e un «facilitatore». È per lei che ha avuto l’idea di uno spazio in cui i disabili possano lavorare, fare le terapie, seguire attività di gruppo e, allo stesso tempo, stringere amicizie. Questo luogo esiste già, immerso nella natura: una fattoria sociale in cui attualmente lavorano quattro disabili e altri tre dipendenti. Ma nella sua futura veste la nuova «Casa di Anna» si trasformerà in un’eccellenza nell’assistenza, la cura e l’impiego delle persone diversamente abili. Il primo obiettivo è poter togliere quel cartello di «pericolo di crollo» che da l’altolà di fronte al rustico ottocentesco. «Sarà ristrutturato e purificato rispettandone gli spazi – spiega Pellegrini -. E una volta pronto ospiterà le attività di accoglienza previste dal progetto. Poi saranno realizzati nuovi edifici da mettere a disposizione per le attività terapeutiche della cooperativa Intervento destinate a persone con disabilità e ai laboratori di musicoterapia, fondamentale per l’autismo». Il progetto poi prevede uno spazio polifunzionale per concerti, teatro e altri eventi, un magazzino e un’area ricevimento per la vendita dei prodotti agricoli, l’attività che permette alla Casa di Anna di andare avanti (anche grazie a un aiuto del Lions Club) e soprattutto che rappresenta una grande opportunità per le persone con disabilità. Tra serre, orti e fattorie, spunterà uno speciale pozzo che, su concessione del Comune, arriverà a 310 metri di profondità per pescare acqua potabile di una temperatura perfetta per la coltivazione del radicchio di Treviso. Poi un pollaio, un campo equestre per l’ippoterapia e gli spettacoli e un fienile con ricovero attrezzi. Casa di Anna punta a raddoppiare il numero di persone impegnate nell’agricoltura (per arrivare fino a 15 disabili che arriveranno su segnalazione dell’Asl 12) e di assumere altro personale da collocare in una sorta di agriturismo e nel marketing. Sempre dall’Asl sperano di ottenere la collaborazione con l’invio di due tutor che seguano i lavoratori. «L’autorizzazione ai lavori è arrivata dal Comune dopo un iter di un anno – spiega Boaretto – abbiamo attraversato due cambi di leadership, dal commissario all’attuale giunta ma abbiamo apprezzato il grande impegno di tutti, in particolare del sindaco che ha previsto una deroga al piano regolatore, degli uffici che, con Maurizio Dorigo, hanno fatto le corse per farci avere i permessi al più presto e del team di progettisti e architetti».