La Tribuna, 26 gennaio 2016

VITTORIO VENETO L’ospedale di Vittorio Veneto, di cui si temeva il peggio fino a due anni fa, con la chiusura addirittura dell’ostetricia, verrà solo potenziato. Lo ha confermato il superdirettore della sanità trevigiana, Francesco Benazzi. «Abbiamo deciso di portare tutta la protesica a Vittorio Veneto, in modo che diventi motivo di attrazione» ha fatto sapere Benazzi, puntando anzitutto sull’ortopedia. «Dobbiamo tenere alta la qualità dei nostri ospedali per attrarre pazienti da altre realtà vicine» ha recentemente spiegato, facendo intendere che Vittorio Veneto si propone di diventare un punto di riferimento anche per il Friuli occidentale. Come punto nascita, in particolare, con i 700 parti annui il nosocomio è in sicurezza, ben oltre la soglia minima dei 500 parti. Ma altre ancora sono le novità, sia per Vittorio Veneto che per Conegliano: un investimento di tre milioni di euro, uno dei quali stanziato dalla Regione e due frutto degli utili di bilancio dell’Usl 7, per ammodernare Tac e Risonanze e creare, ex novo, una piastra angiografica destinata alla radiologia interventistica. A Vittorio Veneto sarà installata nei prossimi mesi la nuova Risonanza magnetica da 1,5 tesla, che ha richiesto un investimento di un milione di euro. L’aveva sollecitata il comitato popolare costituitosi a suo tempo a difesa del presidio di Costa. Si tratta di un’apparecchiatura nuova e tecnologicamente all’avanguardia, che andrà a sostituire quella attuale, da 1 tesla. La nuova Rm, consentirà di migliorare ulteriormente le capacità diagnostiche, grazie alla maggior accuratezza delle immagini, riducendo, al contempo, il tempo necessario per l’effettuazione degli esami. Anche a Vittorio verrà, inoltre, aggiornato il software della Tac. L’investimento, per gli acquisti degli aggiornamento dei software di Tac e Risonanze dei due presidi ospedalieri, si aggira sui 250mila euro. A Conegliano inizieranno in primavera, nelle ex sale operatorie di Chirurgia, al secondo piano del Santa Maria dei Battuti, i lavori per la realizzazione della nuova piastra angiografica. La piastra sarà costituita da due sale interventistiche, vani tecnici, locali di controllo e sale di preparazione dei pazienti: sarà ricavata un’area con standard strutturali e igienici pari ai blocchi operatori. I lavori si concluderanno entro l’estate e richiederanno un investimento di 600mila euro. Nella piastra saranno installati, grazie a un investimento di 1 milione di euro, un angiografo cardiologico e uno vascolare. L’angiografo vascolare, invece, viene impiegato sia per rimuovere le stenosi delle arterie periferiche, sia per trattare emorragie, soprattutto addominali, senza dover ricorrere alla chirurgia classica, molto più invasiva e rischiosa. Sempre per il Santa Maria dei Battuti è stato acquistato l’aggiornamento software della Risonanza Magnetica e della Tac.