Gente Veneta 7 gennaio

A Treviso lo chiamano smart cohousing. A Mestre si chiamano Centri Don Vecchi.

La filosofia è molto simile: realizzare abitazioni che permettano ad anziani ancora autosufficienti, ma sulla soglia della non autosufficienza, di rimanere autonomi ancora per un bel po’.

Il tutto grazie ad una serie di servizi che proprio la forma del condominio rende possibili.

Ben venga, quindi, anche l’esperienza di Treviso. Che, detto sommessamente, costa molto più di quella di Mestre, dove un sacerdote – don Armando Trevisiol – e un gruppo di persone volenterose e generose attorno a lui hanno permesso di realizzare la stessa cosa (anzi, molti più alloggi) con esborsi molto inferiori.

Bravi a Treviso, se ci riusciranno. Ma le istituzioni battano un colpo e, valorizzando davvero la sussidiarietà, aiutino tutti i don Armando che non solo a Mestre si danno da fare per una società migliore