Arena 6 gennaio

Tra i primi appuntamenti in agenda del nuovo commissario dell’Ulss 21, Pietro Girardi, ci sarà l’incontro, previsto per lunedì prossimo, con l’esecutivo ristretto dei sindaci dei principali centri della Bassa. Proprio i primi cittadini attendono di vedere come evolverà la riforma sanitaria promossa dalla Regione. «Il timore del nostro Comune», evidenzia Clara Scapin, sindaco di Legnago nonché presidente dell’esecutivo, «è che il nuovo assetto penalizzi l’ospedale di Legnago, depotenziandolo, e che la Bassa diventi perciò un’area marginale rispetto al resto della Provincia. Per questo continuerò a battermi, personalmente, per due Ulss provinciali. Il commissario, dal canto suo, mi ha confermato che le decisioni verranno prese con il territorio, chiedendoci di partecipare alla prossima riunione dell’esecutivo». Per Paolo Marconcini, sindaco di Cerea e presidente della Conferenza dei 25 Comuni: «Il neo dg, che ho sentito telefonicamente, mi ha fatto un’ottima impressione. Si tratta ora di capire che tipo di presenza e di relazione avrà con il territorio. Ci conforta il fatto che rimarranno operativi i tre direttori amministrativo, sanitario e del sociale». «Entro il 2016», osserva Emilietto Mirandola, sindaco di Bovolone, «al San Biagio entreranno a regime gli interventi avviati nei mesi scorsi, come la riabilitazione e l’ospedale di comunità. Per questo non temiamo cambiamenti di rotta». «L’ospedale Stellini», aggiunge Luciano Mirandola, primo cittadino di Nogara, «è talmente caratterizzato che non avrà problemi con il nuovo assetto sanitario. Dovremo capire meglio, semmai, cosa cambierà nei singoli settori, a partire dal sociale, e dove si andrà con la riforma sanitaria regionale». «I timori finora emersi», evidenzia Sante Olivato, della segreteria Funzione pubblica della Cgil, «sono quelli legati alla possibilità che la realtà legnaghese diventi ancor più periferica rispetto a Verona e agli altri ospedali a scapito in primo luogo dei pazienti. La parte più recente del Mater salutis ha ormai quarant’anni, per questo è necessario un investimento costante in fatto di manutenzioni negli anni futuri. Finora, da questo punto di vista, è stato fatto pochissimo».