Giornale di Vicenza 12 febbraio

Dissensi e proteste tra sindaci dei Comuni dell’ex Ulss 4 per la proposta di standardizzazione delle tariffe nei Centri diurni per disabili. I primi cittadini hanno rinviato al mittente il contenuto della delibera della giunta regionale che comporterebbe un aumento di 36 centesimi pro capite per le Amministrazioni comunali coinvolte. Per adeguarsi al provvedimento, dunque, queste dovrebbero pagare 67 mila euro in più all’anno.

La questione è stata discussa nell’aula consiliare del municipio di Thiene: dopo l’ufficializzazione del nuovo Comitato dei sindaci del distretto 2, che è andato a sostituirsi alla Conferenza dei sindaci dell’ex Ulss 4 Alto Vicentino, è stato quindi presentato il contenuto dell’atto emanato dall’ente regionale per uniformare le rette nei centri dedicati a persone con disabilità.Il Comitato ha deciso di respingere la proposta, chiedendo di ridiscuterla per modificarne alcuni punti. «In cinque anni la spesa sostenuta per i servizi delegati dai Comuni, come ad esempio negli ambiti legati alla disabilità e ai minori, è cresciuta del 10 per cento passando da 500 mila euro a 550 mila euro. Inoltre solo lo scorso dicembre abbiamo approvato un ulteriore aumento di un euro pro capite per il fondo sociale. Ora arriva questa delibera: sembra quasi che a decidere siano sempre la Regione o l’Ulss, con i Comuni che vengono considerati sempre per ultimi quando, se si presentano criticità che riguardano il sociale, i cittadini interpellano il Comune per primo», afferma Giovanni Casarotto, sindaco di Thiene.«Se la Regione ha dei problemi economici non può pensare di scaricare queste difficoltà sulle amministrazioni comunali», aggiunge.

Una posizione, quella di Casarotto, valida anche per la standardizzazione delle tariffe nei Centri diurni per persone disabili.«Ci siamo espressi in modo contrario per il metodo con cui ci è stata avanzata questa proposta. Sono necessari rispetto, collaborazione e coinvolgimento. L’abbiamo respinta con l’intento di ridiscuterla», conclude Casarotto.

Anche per Robertino Cappozzo, che rappresenta i sindaci dell’ex Ulss 4 Alto Vicentino, è necessario ritornare sull’oggetto della discussione. «Ciò che ci propongono è di passare da una tariffa giornaliera di 92 euro al giorno per soggetto, ad una di 121 euro al giorno. Dal nostro punto di vista questa deve essere la quota massima, non l’unica – spiega Cappozzo – Al momento nel nostro territorio sono presenti tre Centri diurni coordinati direttamente dall’Ulss 7, mentre otto sono gestiti da cooperative per un totale di 173 soggetti a cui è rivolto il servizio. Se una struttura funziona bene, per noi non è necessario ritoccare la tariffa».Perciò i sindaci intendono discutere nuovamente quanto è stato loro proposto.

Passando invece sul fronte di un ipotetico impiego dell’ex ospedale “Boldrini” di Thiene, Cappozzo è fiducioso sulle prospettive future. «Non è stata esclusa questa possibilità: l’ex ospedale è pronto ad accogliere la sede amministrativa dell’Ulss Pedemontana e il Comune di Thiene è ben disponibile. Questo argomento – conclude Cappozzo – verrà sicuramente definito nei prossimi mesi in quanto è parte del piano aziendale che verrà approvato tra settembre e ottobre».

Non tagli, ma «un’assistenza più equa e uniforme». Il direttore generale dell’Ulss 7 Pedemontana, Giorgio Roberti, intende fare chiarezza sulla delibera della giunta regionale che mercoledì è stata discussa dal Comitato dei sindaci del distretto 2.«L’argomento affrontato dai primi cittadini riguardava l’applicazione della delibera numero 740 del 14 maggio 2015, relativa alle nuove rette-tipo applicate ai Centri diurni per persone con disabilità», evidenzia Roberti.In particolare, con questo atto, la Regione «fissa tariffe e standard per garantire un’assistenza più equa e uniforme a tutte le persone con disabilità in ogni parte del Veneto», precisa il dg dell’Ulss 7.Per la dirigenza dell’Unità sanitaria Pedemontana, la delibera si inserisce in un contesto di sostenibilità economica e di responsabilizzazione già previsto dal Piano socio sanitario 2012/2016.«Il Comitato dei sindaci del distretto 2, a maggioranza, non ha accolto la proposta di aumentare di 36 centesimi la quota pro capite per l’applicazione della delibera regionale, somma che complessivamente ammonta a 67 mila euro a carico dei Comuni», aggiunge il direttore generale.

Al momento i Centri diurni convenzionati per disabili nell’area dell’ex Ulss 4 Alto Vicentino sono otto: il finanziamento collegato all’applicazione della delibera 740 viene finanziato con 140 mila euro dalla Regione e con 67 mila euro erogati complessivamente dalle Amministrazioni comunali. Le quote a carico dell’ente regionale e degli enti locali sono previste a livello nazionale dalle disposizioni che riguardano i livelli essenziali di assistenza.«Appare chiaro, quindi, che la somma a carico delle Amministrazioni comunali non è richiesta per fronteggiare la riforma sanitaria, bensì per garantire l’applicazione di tariffe-tipo per i Centri diurni per disabili».Di conseguenza, precisa ancora il dg, «associare la proposta in questione a presunti tagli e al finanziamento diretto dei cittadini per “mantenere la sanità” non corrisponde al vero».

Per la dirigenza dell’Ulss 7, inoltre, il percorso di attuazione della riforma sanitaria non è collegato all’applicazione di questa delibera regionale finalizzata a garantire standard assistenziali, con le relative tariffe, in maniera equa ed uniforme nel territorio regionale.«Nell’azienda Ulss 7 Pedemontana non vi sono “tagli” o riduzioni di servizio. Anzi, proprio grazie alla riforma, è in corso un processo di razionalizzazione volto a migliorare le prestazioni e i servizi ai cittadini – conclude Roberti – Per attuare al meglio la riforma, la direzione generale è consapevole dell’importanza della collaborazione e del confronto costruttivo con diversi soggetti, in particolar modo con le comunità locali. Continueremo a garantire disponibilità e informazioni anche per chiarire alcuni ambiti che, ai non addetti ai lavori, possono creare equivoci e confusioni».