Arena 20 dicembre

Appartamenti per la vita indipendente; un laboratorio di ceramica più grande e una bottega artigianale più accogliente. Per i ragazzi con disabilità che frequentano i i centri della fondazione Historie di Villafranca ieri è stata una grande giornata. Due degli ospiti storici, Diego Scarsini e Cristina Rigodanzo, hanno posato con il presidente della fondazione, Roberto Brigo, la prima pietra dei lavori che saranno condotti a villa Bozzi, in via Generale Cantore, dove da oltre 30 anni la cooperativa conduce il laboratorio di ceramica.
Nel giardino sul retro saranno costruiti un laboratorio più funzionale e due miniappartamenti, per massimo cinque persone, in cui si potrà sperimentare la vita in autonomia dalla famiglia. Sarà rinnovata anche la bottega artigianale in cui si vendono i lavori fatti dai ragazzi: ceramiche, tessuti filati nel laboratorio di via Mantova e i prodotti dell’azienda agricola di Vanoni Remelli (a Valeggio) come zafferano e amaranto.
Virginio Furri e Nicola Novaglia di Historie, con i referenti storici dell’ente, Ettore Cremasco e Clara Rensi, hanno illustrato i lavori. Erano presenti il vicesindaco Nicola Terilli, il presidente della casa di riposo Morelli Bugna, Davide Tumicelli, e Niko Cordioli, già presidente Ater.
C’era infine Gabriele Bezzan, direttore unità Disabilità Ulss22 che ha salutato con piacere la «preziosa» iniziativa di Historie che mira a coinvolgere le persone disabili dando loro un contesto di amicizie, impiego e interessi che le portino a uscire di casa e a prevenire eventuali problemi psichiatrici che possono acuirsi proprio per la solitudine. «In un momento di crisi», spiega Bezzan, «Historie amplia le offerte per chi ha fragilità e per le loro famiglie con risposte specialistiche. C’è un particolare bisogno di appartamenti per la vita autonoma in contesti protetti per il fatidico “dopo di noi”. E qui, l’impegno di chi sta attorno alla struttura, mostra come questi luoghi vadano condivisi». Historie ha acquistato dal Comune villa Bozzi lo scorso anno per oltre 400mila euro. Ora ne servono seicentomila per ristrutturarla, quasi tutti coperti da fondi pubblici e di istituti di credito, mutui e risorse della fondazione. Mancano centomila euro per raccogliere i quali Historie si rivolge a popolazione e aziende.