Gazzetta di Reggio
15 gennaio

GUASTALLA. A quattro mesi dall’inaugurazione di quello che è stato definito “l’asilo più bello del mondo”, realizzato dall’architetto Mario Cucinella e dal suo staff, la cui struttura in legno e in materiali eco-sostenibili è stata realizzata a tempo di record in via Rosario a Guastalla, il bilancio è più che positivo, tanto che c’è stato persino un lieve aumento delle iscrizioni. Anche se, per una questione di migliore gestione, è stato deciso di tenere un massimo di 90 bimbi.
Educatrici e bambini hanno potuto finora vivere prevalentemente al “chiuso” le loro giornate, salvo qualche rara occasione. Tuttavia, grazie alle ampie vetrate, i bambini sono stati a stretto contatto con la natura e con gli ambienti circostanti. Il giardino non è ancora stato sperimentato nella sua vera pienezza di percorso sensoriale esterno all’edificio, che abbraccia la struttura senza soffocarla con spazi protetti per le attività dei bimbi, degli educatori e dei genitori.
In questo progetto l’architetto Mario Cucinella ha saputo traslare il concetto di luogo sicuro dedicato ai primi passi dell’infanzia in uno spazio sinuoso e caldo, in cui i bambini possono crescere e sviluppare le proprie capacità a stretto contatto con il territorio.
E proprio in questi giorni moltissimi genitori stanno affrontando l’annosa questione di iscrivere i propri figli all’asilo nido. Un passo importante sia per lo sviluppo del bambino che per la famiglia, e soprattutto per la mamma che ha sempre paura di come il proprio figlio riesca ad ambientarsi in una struttura che ancora non conosce. Qual è l’età migliore per iscrivere un bimbo all’asilo? La maggior parte degli psicologi ritiene che sia dal secondo semestre di vita. Il rapporto mamma-bambino si struttura in modo graduale nell’arco del primo anno e, più precisamente, fino all’età di 6-8 mesi il piccolo sovrappone e confonde la propria persona con quella della mamma.
Solo dopo comincia, sia pure confusamente, a capire che la mamma è un’altra persona e non una parte integrante di sé. A questa età inizia anche a ricordare la mamma e a immaginarla con la fantasia quando è assente, e diventa capace di attenderne il ritorno senza angoscia. È a questo punto che il bimbo è sicuramente più pronto ad accettare la nuova esperienza e a viverla in modo positivo.
Purtroppo, però, non tutte le mamme possono riprendere tardivamente il lavoro; può accadere che debbano farlo quando il piccolo ha solo 3-4 mesi e quindi quando, secondo gli psicologi, non è ancora pronto al distacco dalla madre che rischia di covare ingiusti sensi di colpa. Tuttavia, il bambino riesce a compiere normalmente i suoi processi di maturazione mentale, ad essere allegro, vivace, intelligente, se la mamma si manterrà serena e riuscirà a compensare la propria assenza con un’affettuosa presenza nei momenti liberi della giornata.