La Nuova

VENEZIA Sette giorni fa ha affrontato il voto di fiducia dei veneti, incassando un plebiscito (50,1%) che ha relegato gli sfidanti al ruolo di comparse. Un trionfo personale quello di Luca Zaia, che in queste ore lavora alla composizione della nuova squadra di Giunta. E un’investitura di responsabilità proporzionale al consenso ricevuto: «Ora non abbiamo più alibi», il monito del governatore leghista alla prima riunione dei consiglieri di maggioranza «la gente si aspetta molto dai noi e dobbiamo onorare le promesse». Contenute, lo ricordiamo, nel programma elettorale di 157 pagine sottoscritto dai candidati e depositato in tribunale perché diventasse vincolante. Ma, aldilà dei proclami, quali sono gli impegni concreti assunti dal vincitore? Quali i tempie le risorse previste? Nelle schede che seguono, ricavate dal fatidico programma, ricapitoliamo le priorità del secondo mandato zaiano.

TAGLIO AI COSTI DELLA POLITICA, LOTTA ALLA CORRUZIONE, PIÙ TRASPARENZA NEGLI ATTI.

Luca Zaia ha promesso di eliminare tre tipologie di prebende fin qui erogate ai consiglieri regionali: l’assegno di fine mandato (al momento l’onere è stimato in 2,3 milioni) i vitalizi «di qualsiasi tipo» (sostituiti da un sistema esclusivamente contributivo) e l’indennità di funzione. Controlli sulla produttività, con l’introduzione del «cartellino da timbrare» per gli eletti, la riduzione dei compensi in caso di assenza ingiustificata, la pubblicazione semestrale delle presenze e l’istituzione di un fascicolo personale che raccoglierà le autocertificazioni di ciascun consigliere su «possibili conflitti di interesse o fatti personali di rilievo». Scure sui gruppi politici, con l’«azzeramento dei finanziamenti»: ai consiglieri saranno garantiti solo il personale e le dotazioni strumentali «strettamente necessarie» all’ttività. Difesa della legalità: sarà sottoscritto un Protocollo d’intesa con l’Autorità anticorruzione di Raffaele Cantone che, esaminati i dossier degli appalti ingenti, rilascerà una sorta di «bollino blu» per le grandi opere.

IL PIANO STRAORDINARIO PER IL LAVORO: 760 MILIONI DI FONDI EUROPEI DA INVESTIRE.

Indicato come la priorità nei primi cento giorni, è l’impegno di gran lunga ambizioso,ancorato al fondo di 760 milioni erogato dall’Unione europea. I destinatari sono i 170 mila disoccupati veneti (per il 23% stranieri): oltre la metà di loro vanta professionalità acquisite, l’idea è di utilizzare Veneto Lavoro come «banca dati delle competenze», capace di supplire alle carenze dei Centri per l’impiego e «mediare sistematicamente» tra domanda e offerta. Con finanziamenti concentrati su due versanti: formazione, orientamento, stage e accompagnamento al lavoro per 85.415 giovani con meno di 25 anni; riqualificazione professionale e formazione «mirata» agli over 50 che hanno perso l’impiego o hanno urgenza di trovarlo. Confermati gli incentivi all’alternanza scuola-lavoro, per attribuire «maggiore dignità ad apprendistato e tirocinio professionale» saranno erogati voucher regionali ai singoli soggetti.

IL SOSTEGNO ALLE IMPRESE E I PROVVEDIMENTI IN FAVORE DEI LAVORATORI AUTONOMI.

Il medesimo fondo europeo (integrato da altri 280 milioni attesi da Bruxelles entro l’anno) sosterrà le start?up, con istituzione di un Fondo di rotazione regionale cofinanziato dai Confidi per sostenere prestiti d’onore destinati a neo imprenditori e l’avvio delle attivita di lavoro autonomo. Più generici gli impegni a tutela del marchio manifatturiero di alta qualità, in favore della sburocratizzazione e dell’allentamento fiscale sull’Irap: obiettivi che vanno oltre le facoltà regionali e richiedono un intervento del Governo. Innovativa la disponibilità ad assistere, gratuitamente, le aziende in difficoltà o alle prese con passaggio generazionale problematico, attraverso la consulenza dei manager di Veneto Sviluppo.

UNA STRATEGIA PER RIPORTARE IN VENETO I TANTI GIOVANI CERVELLI SCAPPATI ALL’ESTERO.

La Regione finanzierà, con una copertura del 50% della spesa prevista, i progetti, di durata massima di tre anni, di enti pubblici e soggetti privati, destinati al rientro dall’estero e dalle altre regioni dei «giovani talenti veneti che si sono distinti nei settori di competenza». Previste, poi, borse di studio fino a tre anni per neo laureati residenti in regione, finalizzate a percorsi di alta formazione «in centri di eccellenza all’estero non esistenti in regione» e mirate al rientro nel mercato del lavoro nostrano d’intesa con gli imprenditori.

REVISIONE DELLA RETE OSPEDALIERA, LISTE D’ATTESA, CURE DENTISTICHE AI NON ABBIENTI.

Non gli 8,46 miliardi stanziati nell’anno in corso (pari al 75% del bilancio di Palazzo Balbi) la sanità rappresenta il capitolo di spesa di più impegnativo. L’approccio sistemico è quello di tradurre nei fatti il Piano sociosanitario, con la razionalizzazione dei poli ospedalieri e la chiusura dei reparti “doppione”, ma soprattutto con l’allestimento dei servizi territoriali alternativi al ricovero, capaci di garantire cure adeguate in presenza di una riduzione costante delle degenze tradizionali. Promesse le cure odontoiatriche gratuite ai meno abbienti (disoccupati, titolari di assegni sociali e di pensioni minime) e agevolate per i redditi fino a 29 mila euro: il costo stimato per il servizio pubblico si aggira sui 15 milioni l’anno. Colpo di acceleratore sulla medicina di gruppo integrata con lo stanziamento di 100 milioni: i medici di famiglia garantiranno l’apertura degli ambulatori dalle 8 alle 22 per cinque giorni la settimana (8-12 il sabato) e nella fascia notturna la guardia medica completerà la copertura h 24. Ancora: il cup unico regionale per le prenotazioni di ogni tipo, la possibilità di richiedere esami e ritirare i referti anche in farmacia. Traguardo sbandierato, quello dell’azzeramento delle liste d’attesa: incrementata l’attività diagnostica serale e festiva; numero verde per i pazienti che intendono segnalare il mancato rispetto dei tempi; sanzioni ai servizi sanitari inadempienti.

IL PUNTO DEBOLE: RIPENSARE L’ASSISTENZA E I SERVIZI SOCIALI A TERZA ETÀ E DISABILI.

Si tratta, probabilmente, del punto debole dell’amministrazione Zaia, dove la controversa gestione dell’assessore Remo Sernagiotto ha suscitato proteste e malcontento nelle categorie protette. Le misure promesse investono un arco ampio: conferma del “buono famiglia” per le famiglie che usano il servizio di asili nido “domestici” (ma molti genitori lamentano che i soldi promessi non siano ancora arrivati); agevolazioni alle imprese che promuovono il telelavoro femminile; bonus (imprecisato) per ogni nuovo nato che avrà anche un “kit bebé”: pannolini, indumenti, libro, giochi. Ambiziose ma generiche le garanzie per la terza età: «Faremo della cura e assistenza domiciliare un nuovo motore per l’occupazione», con sgravi fiscali alle famiglie che assumono badanti e un Registro riservato a queste ultime; incremento di centri diurni e e cure domiciliari ai disabili.

BANDA LARGA E NET VELOCE IN TUTTI I COMUNI, NUOVA FLOTTA DI TRENI PER I PENDOLARI.

L’impegno è di completare entro il 2020 la connessione dei 579 Comuni del Veneto alla banda ultra larga e alla rete wi-fi veloce i 579 Comuni del Veneto. Stanziati 8 milioni per far conoscere i prodotti di 4.000 piccole attività commerciali e artigiane attraverso il mercato digitale. Sul tema dolente dei trasporto ferroviraio, la volontà è quella di incalzare Trenitalia: «Faremo viaggiare una nuova flotta di treni e miglioreremo i servizi per gli utenti grazie all’uso di nuove applicazioni per smartphone e tablet». Per tutti i vettori regionali sarà introdotto un biglietto unico di trasporto.

LE GRANDI OPERE: TAV, INFRASTRUTTURE FERROVIARIE, VALDASTICO, PEDEMONTANA

Qui si intrecciano poteri regionali e romani e relative disponibilità finanziarie. In ogni caso, la lista delle priorità comprende l’Alta velocità ferroviaria (Tav) e il suo collegamento con gli aeroporti di Venezia e Verona. A seguire, la nuova Sottostazione elettrica a Bassano del Grappa, il nuovo piano del Ferro della stazione di Vittorio Veneto, l’elettrificazione dei tratti Bassano-Cittadella-Camposampiero, Castelfranco-Montebelluna e Conegliano-Vittorio Veneto. Sul versante gomma, l’obiettivo è completare la Valdastico verso nord e la Pedemontana Veneta, nonché i relativi collegamenti con la viabilità ordinaria. Particolare attenzione all’ammodernamento della statale Alemagna e della strada Valsugana. Il capitolo della messa in sicurezza delle grandi arterie, privilegerà la Romea. Sul fronte portualità, la linea è quella di concentrare le risorse disponibili per il rilanacio dello scalo marittimo veneziano.