Tribuna, 29 maggio 2015

Non ci sta, Stefano Grando, presidente provinciale della Fism, la federazione delle scuole materne parrocchiali, che raggruppa ben 229 fra asili e nidi nella Marca. Ha visto le reazioni seguite all’allarme rosso che ha lanciato perché le materne sono allo stremo: una sua due ricorre o ricorrerà alla cassa integrazione, tutte devono tagliare ore al personale docente e (in parte anche al non docente), o trasformare in contratti a tempo parziale quelli già a tempo pieno. Per centinaia di maestre, ripercussioni sugli stipendi. E questo mentre devono ancora arrivare i soldi relativi al 2013 e al 2014, pure assicurati in viaggio dall’assessore regionale al welfare ,Davide Bendinelli (a destra in foto). «Vorrei ricordare ancora una volta che questi soldi sono arretrati», dichiara Grando, «e non sono ancora entrati nelle casse scolastiche, nonostante le promesse personali dell’assessore e dello stesso presidente della Regione. E poi, vorrei ricordare che Bendinelli dicesse anche apertamente che non ha ancora fatto la delibera necessaria per avviare tutti i tecnicismi finalizzati all erogazione dei soldi dell’anno 2015... anno che, scolasticamente parlando, finisce tra un mese». Grando non cela la sua irritazione. La Fism attende quei soldi da oltre due anni, e in questo frangente materni e nidi – anzi, le parrocchie o le associazioni dei genitori che gestiscono le scuole. hanno dovuto accendere mutui, e ora gli arretrati dovranno anche essere destinati a pagare gli interessi. Ma Grando non ha gradito nemmeno l’invito della Cisl, a fare sul territorio e a creare sinergie. «Ringrazio tutti per i consigli che ci sono arrivati», aggiunge il «numero uno» della Federazione della materne cattoliche, «ma vorrei ricordare a tutti gli “addetti ai lavori” che proprio Fism Treviso sta promuovendo e insistendo sulle collaborazioni e ottimizzazioni da ormai diversi anni. Spresiano, Casacorba-Cavasagra, Castelfranco sono tre esempi di realtà che attivamente stanno facendo lavoro di ottimizzazione e collaborazione concreta». Proprio la Cisl aveva indicato il modello Spresiano alla Fism come prospettiva per razionalizzare costi e spese, e fare rete con imprese e realtà del territorio… Grando rivendica dunque la attività della Fism per fronteggiare la situazione, e la capacità di attivare percorsi e soluzioni territoriali «E ci sono tante altre realtà che hanno avviato dei cammini di collaborazione mirati proprio alla razionalizzazione delle spese e ottimizzazione del servizio», conclude.