Il Gazzettino, 22 maggio 2019

FIESSO UMBERTIANO È stato inaugurato l’ampliamento del Centro servizi per anziani, un edificio costruito a fianco della casa di riposo La Quiete. Dopo il tradizionale taglio del nastro con l’assessore regionale ai Servizi sociali Manuela Lanzarin, il numeroso pubblico, tra i quali il sindaco uscente Luigia Modonesi, è stato invitato a trasferirsi al secondo piano nella sala conferenze, accolto dall’inno nazionale suonato dai ragazzi della scuola di primo grado guidati da Loredana Romanato.
L’OPERA Gli onori di casa sono stati curati dal responsabile della cooperativa San Tiziano che ha la gestione dell’attuale casa di riposo, Salvatore Licciardello, il quale oltre a presentare gli ospiti, ha spiegato che oltre ai 24 posti già esistenti, la struttura ospiterà, nel corso della sua attività, altri 50 pazienti non autosufficienti è sarà garantito un lavoro sicuro per le varie mansioni a 35-40 persone, e che il merito principale deve essere riconosciuto al sindaco Modonesi. Ha poi aggiunto che sarà istituito un servizio sollievo diurno per anziani e un centro sollievo per coloro che non potranno essere assistiti a domicilio. Ha poi preso la parola l’assessore regionale Cristiano Corazzari, che ha ringraziato quanti si sono adoperati per la riuscita del progetto nella considerazione che il Polesine ha una crescita demografica pari a zero e il numero degli anziani è in costante aumento. Antonio Compostella, direttore generale dell’Ulss 5, e Franco Vitale, presidente della conferenza dei sindaci, hanno garantito che i servizi sanitari provinciali sono in continuo miglioramento. Il vice presidente della conferenza dei sindaci, Antonio Bombonato, ha affermato in particolare che il successo ottenuto dall’amministrazione va a vantaggio dei polesani tutti. Antonio Laruccia, sindaco di Trecenta in rappresentanza della Provincia, ha elogiato l’operato di chi si è prodigato per la riuscita del progetto. Lanzarin ha evidenziato quanto sia importante la costruzione dell’attuale struttura e quanto sia sentito il problema, visto che in Veneto sono già esistenti 365 analoghe strutture.
LA DECISIONE Gino Prandini, segretario e tecnico che ha seguito sin dalle origine tutte le problematiche vissute dall’amministrazione, ha ricordato che di fronte al dilemma chiusura o ristrutturazione, è stata scelta questa seconda ipotesi che avrà al termine un costo complessivo (ma nulla a carico del Comune) di 5 milioni. Giuliano Ghisellini, medico della casa di riposo, ha sottolineato che l’attuale struttura non avrà alcunché da invidiare all’ospedale di comunità e che il nuovo ambulatorio avrà una struttura tecnologicamente avanzata. Ha chiuso gli interventi la psicologa Barbara Trevisan.