Gazzettino 15 gennaio

Il consiglio comunale convocato su richiesta della minoranza per discutere della situazione degli Istituti Polesani, ha richiamato, ancora una volta, una platea numerosa con dipendenti della struttura e familiari degli ospiti. «Alla luce del decreto 344 adottato lo scorso dicembre dalla Regione – spiega Marco Martini, capogruppo della lista Vivere Ficarolo – con cui si prevede la riduzione di 76 posti letto e, entro sei mesi dall’adozione del decreto stesso, il trasferimento dei primi 40 ospiti ad altre strutture della zona, abbiamo ravvisato la necessità di richiedere con urgenza la convocazione di un consiglio comunale ad hoc. Riteniamo la figura dell’amministrazione, e in primis quella del sindaco Fabiano Pigaiani, inadeguata e subalterna alla proprietà degli Istituti».
Il primo cittadino, dopo un lungo excursus storico sugli avvenimenti che si sono succeduti nell’ultimo anno e sottolineando l’impegno dell’amministrazione nel partecipare all’iter volto all’accreditamento della clinica ficarolese, ha illustrato le principali problematiche della vicenda. «Il decreto 84/2015 in cui si rapporta il personale al numero di pazienti presenti nella struttura, anziché far riferimento al parametro del minutaggio assistenziale, adottato dall’intera letteratura internazionale, imporrebbe l’assunzione di ulteriori 57 operatori rispetto a quelli attuali, ma finisce per assicurare ai malati ad alta intensità, maggiore assistenza rispetto a quella destinata ai pazienti meno gravi. Gli Istituti Polesani, che nel frattempo hanno presentato ricorso in autotutela, non sarebbero inoltre in grado di sobbarcarsi una simile spesa economica».
Pigaiani, che si è detto ottimista sull’esito della vicenda, nei prossimi giorni incontrerà il nuovo direttore generale Ulss Antonio Compostella. «Assieme agli altri tutori degli ospiti, ovvero i familiari, mi oppongo ad un trasferimento dei pazienti. Gli Istituti sono la loro casa, gli operatori la loro famiglia. Farò di tutto perché ciò non accada. Sono certo che, dopo le osservazioni presentate dagli Istituti sulle incongruenze delle delibere regionali, si giungerà ad una soluzione».
Di diverso avviso la minoranza consiliare e il segretario provinciale Fp-Cgil Davide Benazzo. «Temiamo – ha affermato Martini – che il decreto regionale avvii una spirale che porterà al progressivo svuotamento della clinica, con gravi ripercussioni su ospiti e lavoratori. Il sindaco smetta di fare l’avvocato difensore di Mauro Mantovani e gli consigli di rispettare le regole. L’unica soluzione è assumere il personale mancante». Quindi Benazzo: «Mantovani e Braghetto si adeguino ai parametri della normativa così come tutte le altre grandi strutture del territorio».
Dalla platea hanno parlato gli ex sindaci Franco Vecchiatti «Mantovani revochi i 21 licenziamenti come presupposto della trattativa», e Manuela Nicoletti «Bisogna garantire la permanenza degli ospiti e un’assistenza dignitosa anche per i lavoratori. Mantovani non riesce a sostenere le spese economiche? Faccia un altro passo indietro e qualcun altro sarà più bravo di lui».