“Azioni di contenimento della spesa con un impatto minimo sui servizi socio-sanitari”. È questo l’obbiettivo declamato dal presidente Unione Terre e Fiumi, Nicola Rossi, in merito alle decisioni assunte nel distretto centro nord riguardo al fondo di non autosufficienza per anziani e disabili. Decisioni che avevano fatto suonare la campanella d’allarme ai sindacati (Cgil, Cisl e Uil) per la riduzione del 7% dei posti letto nelle Case Residenza Anziani accreditate (Cra) del Comune di Ferrara, nel distretto centro nord, che tradotto in cifre significherebbero 35 letti in meno (da 477 a 442), insieme ad una riduzione prospettata intorno al 20% degli assegni di cura.
“Come Assp (Azienda Speciale Servizi alla Persona) e Unione Terre e Fiumi – spiega Rossi – abbiamo operato le nostre scelte, partendo da un’attenta analisi e valutazione delle risorse e avendo come obiettivo quello di privilegiare azioni di contenimento della spesa che permettessero un impatto minimo sui servizi socio-sanitari garantiti oggi ai cittadini dei sei Comuni dell’Unione. Le scelte che abbiamo deciso di mettere in atto nel nostro territorio sono scelte di sostenibilità, che permettono il mantenimento dei servizi essenziali e un livello di investimento e innovazione sostenibile solo nel lungo termine”.
“Le valutazioni fatte dai sindaci dell’Unione Terre e Fiumi e dall’azienda Assp – prosegue il presidente dell’unione – prevedono, sul nostro territorio, la rivisitazione dei piani assistenziali individuali, per una riprogettazione degli interventi e una verifica di ciò che realmente viene fruito e serve ai nostri utenti, da parte degli assistenti sociali di Assp; una conferma dei posti letto attivati e il monitoraggio/erogazione di assegni di cura, in collaborazione con l’azienda Ausl di Ferrara, responsabile delle risorse e in una rivisitazione delle progettualità trasversali inerenti il servizio di assistenza domiciliare e le attività di coesione sociale”.
“Un’economia di gestione, non stimabile oggi se non con approssimazione – nota Rossi – dovrebbe comunque prodursi dall’adozione di un Regolamento sui Servizi Assistenza Domiciliare pasti e prestazione, di recente licenziato a livello distrettuale, che allinea le tariffe di co-partecipazione alle nuove soglie Isee 2015”.
“Così come da noi espresso negli incontri del Distretto Centro Nord, diventa ormai improcrastinabile una revisione delle modalità e degli strumenti di una programmazione sociale e socio sanitaria – conclude Rossi – che deve tenere conto sicuramente dei nuovi bisogni, ma che sia misurata alle reali risorse a disposizione con un più preciso utilizzo del fondo per la non autosufficienza sui servizi essenziali”.