La situazione finanziaria dell’Asp-Centro servizi alla persona di Ferrara, Voghiera e Masi Torello, è ulteriormente peggiorata nell’esercizio 2014 ed ora c’è bisogno di un intervento di pronto soccorso per evitare il rischio di danni patrimoniali permanenti. Il bilancio consuntivo, che dovrà essere pronto per il Cda di venerdì e l’assemblea dei soci della prossima settimana, farà infatti registrare una perdita ancora non definita fino all’ultima cifra, ma che dovrebbe risultare circa il doppio del già rilevante “rosso” del 2013, che era stata di 970mila euro. Ad intervenire dovrà essere, in prima battuta, il Comune di Ferrara, che è il socio al 98% dell’Asp, ma anche la Regione sta valutando come prendere posizione non solo a Ferrara: «Come gruppo Pd abbiamo sollevato di recente il tema all’assessorato competente proprio perché le situazioni delle Asp nei diversi territori è a macchia di leopardo: nessuna ha bilanci brillantissimi, alcune pareggiano, altre hanno situazione più positive – mette in evidenza Marcella Zappaterra, consigliera Pd – Il percorso prevede che gli uffici regionali facciano una mappatura dei bilanci di tutte le aziende per avere un quadro aggiornato e dettagliato, nel frattempo si valuterà una proposta di revisione dell’accreditamento (costa eccessivamente) e della fiscalità, magari con un esonero dell’Irap. Ripianare i debiti con il bilancio regionale? Mi sembra difficile».
Tanto meno è ipotizzabile un commissariamento regionale, invocato ieri in un’interpellanza di Alan Fabbri (Lega), che invita tra l’altro l’assessore Sergio Venturi ad accertare le responsabilità del “buco” e «predisporre una riforma complessiva del sistema di controllo della gestione di welfare e sanità, che preveda pesanti sanzioni per chi spreca soldi pubblici». Il problema è presente più o meno negli stessi termini in altre province, ecco perché la Regione sta anzitutto cercando di costruire una mappa dei dissesti.
Toccherà al bilancio di Palazzo Municipale, dunque, metterci una pezza, con un piano pluriennale che parta ben più in alto rispetto ai 500mila euro previsti in un primo tempo per quest’anno. Non dev’essere estranea la vicenda Asp all’improvviso raddoppio della manovra fiscale di quest’anno, da 4 a 8 milioni di euro. Oggi se ne saprà di più, anche sui motivi che hanno portato ad un dissesto di tali proporzioni. Nella relazione al preventivo 2014 del revisore unico dell’Asp, Francesco Pietrogrande, si diceva che il «previsto pareggio è possibile, tra l’altro, anche grazie all’attesa di contributi da parte dell’Azienda sanitaria, riferiti al Fondo per la non autosufficienza, di complessivi 3.082.663,44 euro», rispetto all’1,9 milioni del 2013. Bisogna anzitutto verificare se questi introiti sono effettivamente arrivati. Lo squilibrio è però strutturale, come già avevano sottolineato i precedenti amministrazioni Asp, e quindi sarà necessario mettere mano al regolamento di accesso ai servizi, chiedendo una maggiore partecipazione alla spesa per gli anziani a chi ha redditi e patrimoni alti. La gestione dei profughi, invece, può creare problemi di liquidità, ma i soldi anticipati per l’emergenza sono coperti dal ministero.