Il Corriere delle Alpi, 20 gennaio 2016

FELTRE I risparmi da una parte e dall’altra la pretesa di avere dirigenti esterni da nominare per un solo anno di commissariamento di una Usl periferica, deporrebbero anche per quanto riguarda la Usl di Feltre per un incarico “in casa”. La voce che circola da qualche giorno fra corsie, reparti e uffici, è che a Lorenzo Tognon, direttore sanitario di area medica, potrebbe essere conferito un incarico a tempo, cioè tempo un anno prima della fusione di Feltre nell’Usl Dolomiti, nel ruolo di ds per l’azienda feltrina, al posto di Giovanni Maria Pittoni traslato al San Martino di Belluno, ospedale hub. E che per il direttore amministrativo protempore si possa pensare a uno dei dirigenti di settore, come Margherita Rosato o Franco Francescato. Il direttore sociale e della funzione territoriale, Mario Modolo, invece dovrebbe restare al suo posto fino al termine del mandato, cioè fino al 31 dicembre 2016. Modolo, infatti, nominato al ruolo alla fine del 2014, è l’unico direttore della terna Rasi a rimanere a Feltre. Oltre all’ipotesi di accreditare dirigenti interni al ruolo di direttori Usl protempore, non si esclude quella di una funzione a scavalco da parte di quelli nominati per l’Usl 1. Come quello che attualmente fa Adriano Rasi Caldogno, nominato dg a Belluno e commissario a Feltre, che scandisce la settimana lavorativa, trascorsa prevalentemente al San Martino ospedale di capoluogo o di provincia, con tappe al Santa Maria del Prato di Feltre dove l’operatività continua senza battute d’arresto. Proprio l’altro giorno il direttore generale e commissario Rasi Caldogno ha incontrato i sindaci dell’esecutivo, coordinato dal presidente Paolo Perenzin, per illustrare lo stato dell’arte di progetti e progettualità feltrini. È stata questa l’occasione per annunciare l’inaugurazione a febbraio del nuovo polo servizi, la hall con la grande sala per la convegnistica nella superfettazione fuori terra, e i nuovi accessi per i visitatori. E, sempre in questa occasione, si è parlato anche della futura piastra chirurgica, i cui cantieri si sono fermati per problemi interni alla Cophely ora risolti, che sarà riconsegnata al committente Usl nel 2017: un contenitore vuoto e da riempire in buona parte con quelle attrezzature di più recente dotazione.