Quotidiano Sanità
2 settembre

Le prime tre azioni saranno: la nomina in ogni Ausl del ‘Responsabile unitario dell’accesso alle prestazioni specialistiche ambulatoriali’; uno strumento informatico di evidenza dell’offerta e delle attese in tempo reale e uno per la valutazione settimanale delle performance; un sistema incentivante e per le Direzioni strategiche e per i responsabili delle aree professionali coinvolte.

Sbarca in commissione regionale il piano della Giunta Bonaccini per ridurre le liste di attesa nella sanità dell’Emilia-Romagna, sostenuto anche con 10 milioni di euro per l’assunzione di circa 200 nuovi professionisti. Tra le proposte, un responsabile in ogni Ausl per l’accesso alle prestazioni specialistiche, un numero verde in ogni azienda sanitaria per le prenotazioni telefoniche, apertura degli ambulatori anche nel fine settimana, libera professione di committenza aziendale a tariffa calmierata pari al ticket, accordi con le Regioni confinanti per la reciprocità dei servizi e un Osservatorio regionale sui tempi di attesa: a comporlo, un direttore sanitario per ciascuna Area vasta, un responsabile dell’accesso per ciascun Ambito, i responsabili dei servizi assistenza Territoriale e Ospedaliera della direzione generale regionale e collaboratori dei servizi regionali in materia di accesso alle prestazioni sanitarie. L’Osservatorio elaborerà due relazioni annuali sui risultati ottenuti.
Le prime tre azioni, che scatteranno tra l’1 settembre e il 31 dicembre, sono la nomina in ogni Ausl del ‘Responsabile unitario dell’accesso alle prestazioni specialistiche ambulatoriali’; uno strumento informatico di evidenza dell’offerta e delle attese in tempo reale e uno per la valutazione settimanale delle performance; un sistema incentivante e per le Direzioni strategiche e per i responsabili delle aree professionali coinvolte.
Attenzione particolare, spiega la direttrice generale dell’assessorato alla sanità, Licia Petropulacos, sarà dedicata alla appropriatezza delle prescrizioni, a partire da Rm e Tac osteoarticolari. Via libera poi al coinvolgimento dei professionisti di almeno due specialità per ogni ambito provinciale in “meccanismi di afferenza simil-dipartimentale” e allo sviluppo dei percorsi per pazienti cronici.
Per le prenotazioni, l’obiettivo principale è “facilitare l’accesso al cittadino, utilizzando tutti i canali prenotativi previsti”: da qui alla fine dell’anno sono quindi in programma l’attivazione di un numero verde aziendale per le prenotazioni telefoniche, un programma di formazione per operatori di call center e la prenotazione tramite CupWeb delle prestazioni, almeno di quelle al centro di monitoraggi per i tempi di attesa.
Previsti inoltre sistemi “per garantire che gli utenti ricordino gli appuntamenti già fissati tramite i meccanismi di promemoria, oltre che di recall per le prestazioni più critiche o a maggior consumo di risorse”, sottolinea Petropulacos, “anche per creare le condizioni perché sia loro possibile disdire le prenotazioni già effettuate e che da tali disdette si originino effettivi posti liberi da utilizzare per altri utenti”. “Grande impegno” anche per una serie di riorganizzazioni interne: “la semplificazione delle codifiche nelle agende di primo accesso”, “la presa in carico della struttura delle prestazioni inserite nelle agende di II livello”, “l’incremento delle prestazioni di primo accesso offerte dai sistemi Cup nelle strutture pubbliche e accesso diretto ai punti prelievo”, “l’utilizzo finalizzato al recupero delle liste di attesa della quota derivante dalla applicazione del 5% prevista dal decreto Balduzzi, stimabile a livello regionale in 5 milioni di euro”.
La direttrice generale ha annunciato poi “l’apertura degli ambulatori istituzionali per le prestazioni critiche nelle intere giornate dal lunedì al venerdì e l’attivazione per le prestazioni critiche delle aperture al sabato e alla domenica”.
Novità in arrivo anche per l’attività libero-professionale intramoenia, con l’obbligo di coerenza fra volumi in regime istituzionale e liste di attesa e svolgimento dell’attività intramoenia. Per lo sviluppo digitale, entro la fine dell’anno è in programma la dematerializzazione del 90% delle prescrizioni, la messa a regime della scheda sanitaria individuale per tutti i medici di base sperimentatori, l’attivazione del referto digitale in tutte le strutture di diagnostica per immagini con invio alla rete Sole di ogni referto, e l’uso del referto remoto “nei casi che permettono un reale miglioramento della qualità assistenziale”.
In programma anche, annuncia la direttrice generale, “accordi regionali con il privato accreditato per la riconversione di parte del budget per i ricoveri ospedalieri in attività specialistica finalizzata al miglioramento dei tempi di attesa ed in materia di recupero della mobilità passiva per risonanza magnetica” e “accordi inter-regionali sulla mobilità sanitaria con le Regioni confinanti, per garantire condizioni di reciprocità nella erogazione dei servizi alla persona”.