La Tribuna di Treviso, 29 novembre 2019

MONTEBELLUNARemo Sernagiotto, rinviato a giudizio per truffa e corruzione, si candiderà alle prossime Regionali, nel partito di Giorgia Meloni, Fratelli d’Italia? Ieri è stata la domanda del giorno negli ambienti politici della Marca. Pare che proprio questa fosse, nelle settimane scorse, la disponibilità dell’ex assessore veneto di Forza Italia, poi europarlamentare, passato quindi ai Conservatori di Fitto e approdato ultimamente a FdI. Ma dopo la piega presa dalla vicenda giudiziaria, Sernagiotto avrebbe deciso (o sarebbe stato consigliato) di attendere gli esiti.
Intanto, però, l’opposizione mette le mani avanti. «Nemmeno il tempo di annunciare la sua prossima candidatura alle elezioni regionali ed ecco che Remo Sernagiotto viene rinviato a giudizio per corruzione e truffa. Complimenti vivissimi a Fratelli d’Italia per questo notevole acquisto», polemizza il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Simone Scarabel, che commenta «la candidatura di Remo Sernagiotto nelle fila di Fratelli d’Italia».
Ex assessore, ex parlamentare europeo, Sernagiotto «poteva avare il buon senso», insiste Scarabel, «di starsene in un angolo, considerando i reati per i quali era indagato, così come in Fratelli d’Italia potevano avere il buon gusto di evitare una simile candidatura. Ma chi se ne importa della trasparenza, del rispetto per i veneti, quel che conta sono le poltrone, vero?», chiosa il pentastellato.
Sernagiotto verrà processato, insieme ad altri collaboratori, per una vicenda di 3 milioni di euro destinati a un Centro per disabili che sarebbero poi serviti, invece, per aprire una birreria. Alza il tiro della polemica Andrea Zanoni, consigliere regionale del Pd. «Sul caso Sernagiotto è sorprendente l’assoluto silenzio, da un lato di Zaia e dall’altro di Berlato. Ancora una volta al governatore gliel’hanno fatta sotto il naso: un assessore da lui nominato, e per un progetto da realizzare a due passi da casa sua. Ma Zaia non si è accorto di niente, come nel caso del Mose, quando era vice di Galan. Fratelli d’Italia, invece, ha da poco accolto l’ex assessore, dopo l’addio a Forza Italia, e pensa di candidarlo alle prossime elezioni regionali».
Zanoni prosegue: «Mi auguro che la Regione abbia almeno la decenza di costituirsi parte civile nei confronti di Sernagiotto e dell’ex dirigente della giunta. Quanto emerso, grazie alla Corte dei Conti che ha chiesto il risarcimento milionario, è raccapricciante: fare soldi lucrando sui più deboli, in questo caso le persone disabili che, grazie a quel progetto, avrebbero dovuto trovare lavoro». Zanoni non nasconde la sua sorpresa rilevando che il rinvio a giudizio di Sernagiotto rappresenta «un buon biglietto da visita per un partito il cui coordinatore regionale non perde occasione per ergersi a paladino della legalità».
Da parte dei partiti e degli esponenti di centrodestra c’è poca voglia di intervenire su una materia così “sensibile”. Solo il segretario provinciale di Fratelli d’Italia, interpellato, precisa: «Remo Sernagiotto non sarà candidato di Fratelli d’Italia alle prossime elezioni regionali. Per la precisione Sernagiotto non è neppure nostro iscritto, è semplicemente un “federato”. La sua partecipazione al prossimo turno regionale non è mai stata messa in campo. Neppure l’interessato l’ha mai adombrata», precisa Taverna, il quale ammette invece di essere lui stesso in lizza per le prossime regionali.
Quanto alla vicenda giudiziaria, Taverna esclude in maniera assoluta e perentoria che il proprio movimento c’entri qualcosa, anche solo indirettamente: «Con questa dichiarazione», conclude l’esponente politico, «voglio anche confermare l’impegno di tutto il partito, da sempre, per la massima trasparenza. Chi ha fatto determinate insinuazioni, pertanto, è pregato di rimangiarsele». Una presa di distanza che chiude in maniera definitiva le porte a Sernagiotto, qualora vi fosse l’intenzione di candidarsi.