Il mondo del terzo settore e delle cooperative sociali ha incontrato il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti durante un incontro pubblico sulle buone pratiche di un economia legata alla sussidiarietà oggi a Bari presso l’Hotel Parco dei Principi; l’evento è stato moderato da Carmelo Rollo, Presidente di Legacoop Puglia, sono intervenuti: Annamaria Candela, Dirigente Area Politiche e Promozione della Regione Puglia, Gianluca Budano, portavoce del Forum Terzo Settore Puglia e Flora Colamussi di Alleanza Cooperative Italiane Sociale Puglia.
L’incontro è stato aperto dall’intervento di Annamaria Candela che ha esposto una sintesi del lavoro compiuto negli ultimi dieci anni dalla Regione Puglia e sulle future proposte da mettere in pratica nelle prossime legislazioni: nei passati sette anni sono stati numerosi gli investimenti da parte della Regione a favore di privati, nonostante l’OT9 (obbiettivo tematico) del FESR, Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale, dedicato agli investimenti per il contrasto alla povertà e l’inclusione sociale attiva non preveda aiuti sociali alle imprese, creando confusione tra aiuti alle aziende private con gli aiuti alle finalità regionali. L’economia del terzo settore è retta per il 70% da strutture private e volontari, la cui promozione ha permesso di decuplicare il numero di servizi di cui attualmente la popolazione pugliese usufruisce.
Promozione dell’innovazione e uscita dall’autoreferenzialità saranno due dei punti su cui ispirare le future azioni di governo insieme all’ampliazione e la capillarizzazione dei servizi tecnologici usufruibili dalla cittadinanza. Sarà previsto un ammodernamento radicale delle metodologie di erogazione di budget devolvibili alle prestazioni sanitarie per il cittadino, da non intendere più in modo progressivo ma legato alla tipologia di prestazione e legati dalla sussidiarietà del terzo settore. Punto importante l’aggiornamento dell’apparato di leggi che regola le strutture collegate al terzo settore, tra cui la norma 135 e la piena competitività delle aziende.
Al bando le gare al massimo ribasso e il carico di questi sul costo del lavoro, vietato già in una norma regionale del 2006 in Puglia e in conflitto con normative nazionali sulla legittima concorrenza, e la sovrapposizione tra le azioni di “advocatory” e sostegno da parte degli enti: «Confondere il ruolo di tutela delle cooperative con il sostegno della sussidiarietà sul territorio – ha dichiarato Annamaria Candela – può favorire la creazione di illeciti. I servizi sono attività economiche, vanno gestite con la maggiore serietà possibile e sono altra cosa dal ruolo i rappresentanza che anche possiede il terzo settore».
Compresi nel settore dei servizi alla persona c’è anche quello dell’inserimento lavorativo, argomento che secondo Flora Colamussi va perorato con energia, anche per evitare che a farne le spese siano i neosalariati o gli startupper, coinvolti nelle gare al massimo ribasso sulla retribuzione della propria attività: «Il settore della cooperazione sociale è uno di quelli che impiega maggiormente forza lavoro, è auspicabile che esso attragga finanziamenti in termini di produzione creando fondi partecipativi e di garanzia. Le gare al massimo ribasso non favoriscono la crescita di queste attività e quindi lo sviluppo dell’intero paese».
«I problemi sociali dipendono dalla carenza di lavoro, nella fattispecie manca uno strumento efficace che permetta di far dialogare il sistema sociale con chi cerca un impiego – ha risposto il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti – l’aumento del lavoro precario permesso dalla competizione al ribasso delle aziende, ribassa la qualità del prodotto ed è il primo promotore del calo dei consumi. È bene promuovere quelle pratiche che puntano all’eccellenza e alla partecipazione attiva dove il cittadino è parte della soluzione ai suoi problemi. Sarà possibile con l’attuazione della legge delega per il welfare, e rendendo le politiche sociali specifiche ed efficaci unendo le attività di governo alle infrastrutture in soluzioni concrete».