La Nuova, 3 gennaio 2016

SAN DONÀ Resta intatta l’Asl 10, mentre la Regione approva le schede ospedaliere che rafforzano la sanità del Veneto Orientale. Ieri nella sede di piazza De Gasperi a San Donà, il vice governatore del Veneto, Gianluca Forcolin, ha annunciato le principali novità tra cui la riconferma per altri 5 anni di Carlo Bramezza alla guida dell’Asl 10. Con Forcolin, anche il presidente della conferenza dei sindaci, Alessandro Nardese, sindaco di Noventa. La delibera del 30 dicembre ha fissato alcuni paletti che poi hanno giustificato il proposito di mantenere l’Asl 10 e la sua dirigenza senza alcuna modifica. «Abbiamo tenuto conto», ha spiegato Forcolin, «dell’importanza del turismo per quest’area, il fatto che sia una Asl di confine con il Friuli e a rischio fughe e infine che Bramezza ha lavorato bene con il suo staff dirigenziale riconfermato». Per quanto riguarda i contenuti delle schede, San Donà vede confermata chirurgia generale e ortopedia, con 15 posti letto ciascuna, quindi 6 posti letto, per un totale di 14, a rianimazione, anche con la rianimazione chirurgica e cardiologica, sempre a San Donà e con primariato. Jesolo vedrà l’aggiunta di 15 posti letto per la riabilitazione extra Regione, quindi aperta anche ad altri pazienti che non siano del territorio. Ampio sostegno alla sanità per il turismo. Punto nascite consolidato a Portogruaro. Questo nel breve periodo, ma da qui a 5 anni ci saranno molte altre novità e investimenti che Bramezza ha già in testa quale braccio operativo della Regione. «La sanità non è solo ospedali, «ha detto il presidente Nardese», ma anche servizi sanitari sul territorio. Noi dobbiamo puntare a strutture sanitarie di primi livello e questo è l’obiettivo». Nardese era oltretutto tra i sindaci che credeva nell’ospedale unico definizione coniata dall’ex senatore Luciano Falcier che ricordava come sarebbe stato impossibile prescindere comunque da casa di cura Rizzola e gli altri ospedali pur davanti a una nuova struttura, ora archiviata. Bramezza ha ringraziato il presidente della Regione Zaia ed espresso la sua carica personale per i prossimi 5 anni di lavoro alla guida dell’Asl 10. Un dirigente anche contestato, perchè considerato troppo politicizzato e vicino a Zaia e Forcolin, ma cui è stato riconosciuto molto dinamismo e pragmatismo nell’azione di risanamento e riorganizzazione in atto da tempo. «Abbiamo ancora molto lavoro da fare», ha detto il direttore generale molto entusiasta di ripartire con un largo spettro di azione in questo lungo mandato, «soprattutto per combattere liste di attesa, assicurare l’urgenza-emergenza ai pazienti, i pronti soccorso efficienti, le tecnologie e i servizi al turismo. Non spetta a noi ridefinire i confini dell’Asl», ha aggiunto in merito a Cavallino Treporti, «ma al Consiglio regionale e allo stesso Comune che gravita di fatto sui nostri servizi e strutture».