La legislazione sulla disabilità e in particolare le leggi 41/1986 e 104/1992 stabiliscono “che tutte le opere edilizie riguardanti edifici pubblici e privati aperti al pubblico devono essere concepite e realizzate senza la presenza di barriere architettoniche”. Alle Regioni si affida il compito di disciplinare le modalità con le quali “i Comuni dispongono gli interventi per consentire alle persone handicappate la possibilità di muoversi liberamente sul territorio, usufruendo, alle stesse condizioni degli altri cittadini, dei servizi di trasporto collettivo appositamente adattati o di servizi alternativi”. Parte da questa premessa l’interrogazione alla Giunta presentata da Raffaella Sensoli, Andrea Bertani e Gianluca Sassi, del Movimento 5 stelle.
I tre consiglieri fanno riferimento, in particolare, ai Piani per l’eliminazione delle barriere architettoniche (Peba), che “riconducono direttamente in capo alla Regione la competenza e la responsabilità di operare con la nomina di commissari per l’adozione dei Peba presso gli enti locali eventualmente inadempienti” ed esplicitano il concetto di “accessibilità degli spazi urbani”.
L’interrogazione chiede alla Giunta quale sia lo stato di attuazione degli obblighi previsti dalla L. 41/1986, quanto agli obblighi di pianificazione sia diretta per strutture e spazi di propria competenza (sedi istituzionali, uffici, strutture del servizio sanitario regionale…) sia in capo agli Enti locali. Si chiede, inoltre, alla Giunta come intenda corrispondere a eventuali inadempienze, e “se abbia coinvolto le associazioni delle persone con disabilità nelle attività di pianificazione, attuazione operativa e monitoraggio del processo di eliminazione delle barriere architettoniche”. Infine, sempre a proposito dell’abbattimento delle barriere architettoniche, quale sia la situazione nei servizi di trasporto pubblico.
Sensoli, Bertani e Sassi sostengono che l’esperienza quotidiana e le segnalazioni di cittadini ed associazioni rimarchino “il perdurare di vistose criticità nelle reali possibilità di accesso a spazi ed edifici pubblici; criticità riconducibili anche a carenze o assenze delle doverose logiche di pianificazione”.