L’Immediato
23 gennaio

Lucera e Cerignola fanno da apripista e probabilmente si consoliderà anche a Lecce l’esperienza dell’Atelier dell’Ausilio. Lo ha annunciato Giuseppe Martone, provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria per la Puglia, in occasione dell’inaugurazione dell’officina che nella zona industriale ofantina rimette a nuovo migliaia di ausilii protesici per persone non autosufficienti provenienti da tutto il territorio dell’Asl di Foggia. Sollevatori mobili elettrici, carrozzine reclinabili, seggioloni polifunzionali, montascale, carrozzine elettriche per uso esterno e quanti altri dispositivi per la disabilità è possibile recuperare e sanificare attraverso il progetto di inclusione lavorativa che coinvolge i detenuti della Casa circondariale di Lucera, che già ospita una prima officina. A Cerignola, infatti, ha sede una seconda unità produttiva, nell’ambito del progetto “Atelier dell’Ausilio”. Coinvolge numerosi partner pubblici e privati, come ha ricordato nel corso dell’appuntamento di oggi pomeriggio Paolo Tanese, presidente di Escoop (Cooperativa sociale europea) e membro CdA di InnovA (Innovazione sociale per l’inclusione Attiva).
Finanziato dalla Fondazione con il Sud, all’interno dell’iniziativa Carceri 2013, il progetto vanta numerose partnership private (Cooperativa sociale L’Obiettivo onlus, Escoop, Home Care Solutions s.r.l., Associazione di volontariato Lavori in Corso), ma anche collaborazioni di soggetti pubblici accreditati (Ufficio del Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Puglia, E.P.E. Ufficio Esecuzione Penale Esterna di Foggia, Casa Circondariale di Lucera), compresa l’Asl di Foggia che si è impegnata ad assicurare longevità al “progetto di civiltà”. “Troveremo tutte le traiettorie possibili per instaurare una collaborazione duratura –è intervenuto il dg Vito Piazzolla-, non solo per la finalità, fondamentale, del risparmio che se ne ricava da questa iniziativa, ma sopratutto per i principi di civiltà che implica. Il primo, quello di offrire una nuova occasione alle persone e alle tecnologie. Offro la mia piena disponibilità a formalizzare un protocollo d’intesa con la Regione”.
Una sperimentazione di successo quella dell’Atelier dell’Ausilio che non solo rende il servizio regionale sanitario più sostenibile, consentendo un notevole risparmio della spesa (pari al 60-70% del costo sostenuto per l’acquisto di ausilii nuovi), ma realizza concretamente e nell’immediato l’inclusione socio-lavorativa di persone in esecuzione penale negli Ambiti territoriali di Cerignola e dell’Appennino Dauno Settentrionale, offrendo contemporaneamente un servizio alle persone con disabilità, destinatarie del progetto. Un “test riuscito” che consente “l’integrazione di disabili e detenuti, soggetti di seconda scelta”, la provocazione che Giovanni Gorgoni, direttore del Dipartimento Promozione della Salute, del Benessere sociale e dello sport per tutti della Regione Puglia, ha lanciato durante l’incontro al quale sono intervenuti anche Piero Rossi, Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale presso la Regione Puglia, e il sindaco del Comune di Cerignola, Franco Metta.
Allo stesso tempo, si tratta di una sperimentazione che potrebbe produrre il tesoretto della sanità pugliese, alla prese col delicato e complicato riordino della rete ospedaliera. La spesa farmaceutica e per gli ausilli proteici sono le “vacche da mungere per ricavare risorse”, ha sottolineato Gorgoni. Per la prima volta non saranno ostaggio delle casse centrali. La legge di stabilità 2016 non prevede, infatti, la restituzione dei risparmi ma la possibilità di reinvestire. “Per cui questo ci consente di ricavare delle risorse da destinare a un settore che in Regione Puglia non è mai partito –ha continuato-, ed è quello della tanto auspicata sanità territoriale che faticherà sempre a decollare. Se il 68% della forza lavoro è dentro gli ospediali, bisognerà trovare la maniera di finanziare personale aggiuntivo sulla sanità territoriale andando a stringere le risorse su altri capitoli. La farmceutica è una e la gestione degli ausilii protesici è l’altra”.
Nel corso dell’incontro è emerso anche un altro valore aggiunto del progetto di riciclo e inclusione portato avanti da Escoop: la possibilità di un’esperienza di formazione concreta e con esito immediato per l’inserimento occupazionale, dopo anni di corsi di formazione nelle carceri fini a se stessi, che facevano bene solo ai formatori.
Nell’officina ofantina che si occupa delle operazioni di ritiro, riparazione e manutenzione, ricondizionamento e sanificazione degli ausili, sono impiegate in tutto dieci unità, tra detenuti nella Casa Circondariale di Lucera, persone con problemi di giustizia in carico all’Uepe di Foggia, capisquadra disoccupati e personale amministrativo. Attualmente ammontano a circa un migliaio gli ausili ritirati, tra le abitazioni  di utenti dell’Asl e le strutture dell’azienda sanitaria locali, di cui il 53% circa è pronto per la consegna, il 32% è in fase di lavorazione e l’11% è destinato alla rottamazione. Stando ai calcoli, informa Tanese, l’operazione di recupero senza addebito di costi ha consentito un risparmio per l’Asl pari a 164mila euro. L’ambizione del progetto, ha anticipato infine il presidente di Escoop, “è quella di realizzare un vero e proprio centro di ricerca scientifica per fare nuovi ausili con Enea, producendo umanoidi a servizio delle persone anziane e disabili”.