Lo spettro di oltre cinquanta licenziamenti incombe sulle elezioni amministrative e potrebbe avvelenare, se non il clima del voto, sicuramente quello successivo all’esito delle urne, determinando un primo, grosso problema per il sindaco che verrà.
Infatti, «grossa delusione» è stata espressa dal coordinatore della Fulscam, Michele Giuliano, dopo l’incontro avuto ieri con il prefetto di Barletta, Clara Minerva, a seguito della manifestazione di protesta volta a richiedere ed ottenere un tavolo di crisi per i licenziamenti in atto presso le cooperative sociali di Trani.
Infatti, come riferito ieri, il commissario straordinario, Maria Rita Iaculli, ha disposto la riduzione del 5 per cento dei costi di alcuni appalti e la rimodulazione di altri pubblici servizi con un ulteriore contrazione del monte ore, che il sindacato stima in 1200 in meno. «Il prefetto di Barletta-Andria-Trani – riferisce Giuliano -, pur esprimendo la propria comprensione per i lavoratori interessati, si è adeguata alle decisioni del commissario, per noi assolutamente incomprensibili. Infatti – spiega Giuliano – la dottoressa Iaculli, non volendo eliminare l’ulteriore riduzione delle somme degli appalti e delle ora lavorative, dimostra di non pensare agli interessi di quei lavoratori e della collettività, perché è impensabile che in una città turistica, quale Trani, i servizi offerti siano al di sotto dei minimi della decenza e del decoro. Di contro – prosegue Giuliano -, e non se ne ravvede la necessità, il Commissario straordinario sta aumentando le spese e le ore di lavoro in servizi analoghi non obbligatori, quali la vigilanza al Palazzo di giustizia. Questo non ci sembra corretto nei confronti dei lavoratori delle cooperative sociali, che fanno parte delle cosiddette fasce deboli e sono soggetti socialmente disagiati che, diversamente, non riuscirebbero a portare avanti i fabbisogni familiari.
I licenziamenti, al momento, riguarderebbero circa quaranta lavoratori della Eurocoop multiservice e, i restanti, della cooperativa Re Manfredi. Entrambi i sodalizi hanno rinunciato alla proroga di un mese, fino al 30 giugno, alle nuove condizioni: la Eurocoop, che aveva già accettato una robusta riduzione delle ore lavorative negli ultimi tre mesi, ci avrebbe già rimesso circa 7000 euro mensili e non avrebbe più alcuna copertura economica per il pagamento degli stipendi.
Oltre il problema lavorativo e sociale, resta da chiedersi che ne sarà dei servizi stessi: dal 1mo giugno, chi li effettuerà? Si possono interrompere servizi pubblici come la manutenzione del verde e la pulizia di uffici e bagni? Quale immagine, Trani, darebbe di sé ai turisti che, soprattutto in questo periodo, la stanno prendendo d’assalto?