L’Arena, 4 dicembre 2018

Italiani popolo sottoassicurato, soprattutto sul fronte della non autosufficienza. L’invecchiamento della popolazione, le malattie connesse e le difficoltà del welfare impongono più di una riflessione. Del tema si è parlato alcuni giorni fa nel corso di un convegno a San Bonifacio, promosso da Generali, cui hanno preso parte numerosi addetti ai lavori tra cui il presidente dell’Uripa (Unione regionale istituti per anziani) Roberto Volpe. «Il problema è dietro l’angolo e quasi sempre non ne siamo consapevoli», spiega. «Si presenta quando la persona è impreparata, coinvolgendo forzosamente il nucleo familiare sotto il profilo organizzativo ma soprattutto economico. Incapacità a nutrirsi, a lavarsi, a muoversi o a vestirsi, per non parlare della continenza e delle cure, quindi dei costi necessari, sono la conseguenza diretta». A tal proposito il mondo assicurativo ha realizzato molti prodotti dedicati, anche a fronte di un welfare che sarà, in previsione, piuttosto deficitario. Il tutto per guardare alla terza età sapendo di poter affrontare senza preoccupazione le eventuali spese di un evento grave come la perdita dell’autosufficienza. I dati nazionali sono molto significativi. In Italia vivono oggi circa 3 milioni e 200 mila non autosufficienti, mentre coloro che usufruiscono di indennità di accompagnamento sono circa 2 milioni di persone, per una spesa complessiva di oltre 13 miliardi di euro. Non solo: 23 milioni di italiani dichiarano di soffrire di una patologia cronica. In pratica, più del 5 per cento della popolazione non è autosufficiente, percentuale che salirà attorno al 7 per cento dopo il 2030 per l’invecchiamento progressivo della popolazione. Va rilevato infatti che l’Italia, e ancor più il Veneto, è uno dei Paesi più longevi al mondo, con una speranza di vita residua a 65 anni più elevata di un anno per entrambi i generi rispetto alla media Ue (19,1 anni per gli uomini e 22,4 per le donne). La quota degli ultra 75enni sul totale della popolazione, attualmente pari al 22,4 per cento, entro il 2040 supererà il 29 per cento e quella degli over 85 sarà oltre il 5%. Dal convegno è emerso tuttavia che il 30,6 per cento degli italiani dichiara di non pensare all’eventualità della non autosufficienza e che il 23 per cento vedrà il da farsi solo quando sarà il momento. Il 26 per cento conta sui risparmi accumulati, mentre il 17% conta sul welfare pubblico e il 17% sull’aiuto dei familiari. La gestione economica della non autosufficienza è tuttavia la prima causa di impoverimento delle famiglie dopo la perdita del lavoro. Un esempio arriva dai costi per una badante diurna, fino a 1.200 euro al mese, e dal costo medio di una struttura sanitaria per anziani, pari a circa 1.600 euro al mese.