Ripartire dalla prevenzione, creare una sanità maggiormente legata al territorio e più a misura del cittadino che non può più confrontarsi con attese interminabili e con disservizi incompatibili con i propri bisogni e con le proprie esigenze. Questo è stato il leit-motiv del convegno “Salute e diritti”, tenutosi nella serata di ieri presso il comitato elettorale del candidato al consiglio regionale Franco Corcella in corso vittorio Emanuele, 63 a Barletta e questo è il manfesto che meglio rappresenta l’idea del candidato in tema di sanità. Il dibattito al quale hanno preso parte oltre a Corcella anche il dottor Ruggiero Francavilla (specialista ambulatoriale), il dottor Aldo Carnicella (referente medico ANT BAT), la dottoressa Cristina Di Noia (Dietologa tecnologa alimentare) e il prof. Tommaso Fiore (Direttore DAI emergenza urgenza Polilinico di Bari ed ex assessore regionale alla sanità), è stato introdotto dal dottor Salvatore Filannino. Sin dalle prime battute, Filannino ha posto l’accento sull’importanza della prevenzione, utile per eliminare alla radice il rischio di malattie gravi come quelle metaboliche o i tumori, malattie che poi vanno curate e controllate con notevole dispendio di energie. Energie che per Filannino devono essere in ogni caso coagulate, magari formando una cabina di regia regionale basata sulla creazione di un sistema tra enti locali e sanità, che possa puntare all’abbattimento dei costi di gestione e alla risoluzione di problemi atavici come quello delle liste d’attesa.
Proprio su quest’ultimo problema ha battuto il dottor Ruggiero Francavilla nella suo intervento. Il medico specialisti ambulatoriale ha illustrato tutte le difficoltà della ASL BT, la più piccola della Regione, con ospedali non a misura delle esigenze e con un numero di posti letto non ben proporzionato al numero degli abitanti. Pur rimarcando come purtroppo in questo momento le politiche sanitarie vengano fatte in realtà dal Ministero dell’economia più che dalle regioni, Francavilla si è chiesto dove fossero i nostri quattro rappresentati alla regione nell’ultimo quinquennio e come mai non abbiano contribuito a risolvere l’annosa questione della costruzione del nuovo ospedale di Andria che tanti problemi avrebbe potuto risolvere al territorio, un territorio che deve necessariamente integrarsi con struture specialistiche agli ospedali per eliminare il peso eccessivo cui essisono sottoposti. Un esempio di come si possano alleggerire gli ospedali dal peso delle numerose degenze è fornito senza dubbio dall’ANT, associazione che ha nel dottor Aldo Carnicella il proprio referente nella BAT. L’ANT, ha spiegato Carnicella è nata nel 1978 è una onlus e si pone come obiettivo quello di far diventare la casa il luogo della cura e degli affetti. L’associazione, ha tra le sua fila numerosi specialisti e si occupa dei malati di tumore in fase avanzata. A dare la misura maggiore di quanto possa incidere l’operato di un’associazione come l’ANT è il rapporto di spesa di una giornata di degenza ospedialiera fissata a 700 euro (media regionale) contro quella di un paziente assistito domicilarmente che è di 36 euro. Sul tema della prevenzione è invece tornata la dottoressa Cristina Di Noia che ha indicato in una corretta alimentazione, unita a giusti comportamenti dal punto di vista della tutela del corpo, come possono essere le attività motorie, il punto di partenza per una pervenzione della maggior parte delle malattie cui siamo soggetti con conseguente alleggerimento delle strutture ospedaliere.
Subito dopo la dottoressa Di Noia ha preso la parola il prof. Fiore, ex assessore alla sanità della Regione Puglia. Ed è proprio dall’idea di regione che Fiore ha iniziato il suo ragionamento: “Noi, rappresentanti della lista “Noi a sinistra per la Puglia”, oltre a rappresentare un’idea, quella della sinistra, che si sta via via smarrendo, siamo convinti che le Regioni servano ancora a qualcosa. Molti, soprattutto negli ultimi tempi, pensano che le istituzioni regionali non servano ma forse non ricordano o non sanno che tragedia sia il centralismo, e non ricordano le difficoltà dei tempi in cui per risolvere una pratica bisognava andare a Roma. Già i padri costituenti discussero a lungo dell’ordinamento regionale, noi non possiamo tornare indietro, ma dobbiamo impedire che le regioni diventino luoghi di mercimonio scambio e mercato. Questo la Puglia non lo è, qui non sono mai stati spesi fondi pubblici per interessi privati. Pochi sanno che la Puglia è la regione con il minor numero di dipendenti d’Italia in proporzione alla popolazione ed è anche la Regione con più attenzione ai conti. In più, la Puglia è un posto che ormai rappresenta un modello, proprio per il buono che è stato fatto”.
Dopo questo preambolo Fiore, tornando sull’intervento del dottor Francavilla e più precisamente sul passaggio relativo alla costruzione dell’ospedale di Andria, ha affermato che: “Più che dei 4 consiglieri regionali, le colpe, se proprio vogliamo attribuirle, dei ritardi nella costruzione di una struttura che certamente darebbe ossigeno ad un’aria in sofferenza come questa, vanno ricercate nell’indecisione della conferenza dei sindaci, arenatasi sull’individuazione delle aree dove edificare la struttura. Ed allora – ha aggiunto Fiore – mentre qui si litigava per problemi tecnici o anche legati ad aree che magari potevano essere edificabili e quindi soggette ad altri interessi, altrove si decideva e si procedeva senza troppi indugi”. La disamina del professore è poi entrata nello specifico esame del mondo della sanità: “L’associazione medicina democratica – ha spiegato Fiore – sta preparando per il 2016 un report sulla situazione sanitaria italiana e dai numeri emerge sempre più chiaramente come la saluta dipenda dalle condizioni generali di vita. Questo concetto, non va solo legato alla cura del fisico ma anche della mente, ed allora è chiaro che una maggiore scolarità porta ad esempio ad una maggiore cura dei comportamente alimentari. Importanti sono anche le condizioni abitative o il ceto sociale. Tutti questi fattori, ci fanno comprendere come non si possa più parlare di politica della salute, ma come si debba invece inserire la salute in tutte le politiche”.
La chiusura dell’intervento è dedicata da Fiore a quella che è stata la sua esperienza da assessore alla sanità in Puglia: “Sono stato per 3 anni assessore alla sanità e vi assicuro che non è stato facile gestire quella che è un’emergenza quotidiana della quale dobbiamo liberarci. Abbiamo dovuto affrontare un piano di rientro che abbiamo superato in 2 anni, ora però l’emergenza maggiore è archiviata e come ho detto, bisogna ripartire mettendo la salute al centro di tutte le politiche, da quella abitativa a quella dello sport. Bisogna in poche parole smettere di scindere il sociale dalla sanità. Per fare questo gli strumenti ci sono, e penso ai piani sociali di zona che vanno utilizzati come strumenti di partecipazione democratica. Queste elezioni sono un passaggio importante e delicato, mi auguro che nel prossimo consiglio regionale ci sia una riflessione culturalmente buona perchè per affrontare questi problemi non possiamo permetterci rozzezze. Il piano di rientro è stato duro e doloroso, me ne rendo conto perchè dopo averlo messo in pratica sono tornato a fare il mio lavoro proprio per capire come era stato vissuto dall’altra parte, l’ho fatto per un questione personale ed educativa”.
La serata è stata chiusa dall’intervento del candidato Franco Corcella: “Quando ci si chiede che idea abbiamo in materia di sanità, di lavoro, di ambiente o di scuola- ha esordito Corcella- noi rispondiamo dicendo che vogliamo raccogliere le idee della gente, vogliamo sapere cosa la gente pensa di queste materie, per poi assemblarlo e articolare una proposta organica che rappresenterà il punto di riferimento della nostra proposta politica”. E proprio partendo da questo, Corcella spiega in poche parole la sua idea di una sanità: “Garantita e più vicina al cittadino, fatta di strutture ospedaliere essenziali ed efficienti, di servizi territoriali più diffusi e vicini ai cittadini, con adeguato personale, atterzzature moderne e tempi di attesa compatibili e non compromettenti per la salute dell’utente”. Per raggiungere questo obiettivo Corcella è consapevole di dover lavorare: “Partendo dall’idea di prevenzione di cui tanto abbiamo parlato questa sera, un’idea che parte dai giusti comportamenti quotidiani. Bisogna inoltre impedire che la politica sanitaria sia troppo legata alla disponibilità finanziaria perchè si devono prima di tutto ascoltare i bisogni della gente. La nostra è un’idea di sanità dove l’ospedale perde la sua centralità e viene decongestionato dalla presenza di strutture adatte sul territorio. Il decongestionare gli ospedali andrebbe anche ad eliminare il grande problema delle liste di attesa, un disservizio che affligge i cittadini in maniera enorme e li costringe a rivolgersi ai privati. Capirete bene però che non tutti possono permettersi questo ed allora, chi non può, come viene tutelato? Sono molte le cose che vanno riviste, bisogna dimensionare le strutture pubbliche ad uso e immagine del cittadino”. Chiudendo il suo intervento ed il dibattito, Corcella ha ribadito la propria peculiarità: “Noi abbiamo le idelle chiare, agiamo con lealtà indirizzandoci verso la cultura della legalità. Questi sono i nostri tratti distintivi e dopo 5 anni di cattiva rappresentanza da parte dei consiglieri di questo territorio abbiamo l’aspirazione di poter dare al cittadino un tipo di rappresentanza migliore”.