Arena 27 settembre

La patologia dell’Alzheimer è ormai una pandemia, e si stima che nel 2020 il numero delle persone che ne saranno affette nel mondo, sarà il doppio rispetto a quello di oggi.Il dato, spietato, dovuto anche a un progressivo e positivo allungamento della vita, è emerso ieri durante il convegno che si è svolto nella sala convegni dell’Ater a San Zeno, organizzato dal Comune con una serie di associazioni del territorio, oltre all’Ulss 20 e al Centro Servizio Volontariato, per dare informazioni e supporto ai familiari di chi ne è affetto, e anche agli operatori sul campo.«Il numero delle associazioni di volontariato che partecipano all’annuale convegno è in costante aumento», sottolinea l’assessore al sociale, Anna Leso facendo presente che quest’anno si sono uniti al tavolo dei relatori la Fondazione Oasi di San Bonifacio e il Centro Servizi Città di Verona. «I bisogni cambiano e la rete si sta allargando, per riuscire a fornire servizi sempre più personalizzati anche in base alle singole possibilità economiche delle famiglie», fa presente ancora Leso. «L’amministrazione dà il proprio aiuto a chi è ospite nelle case di riposo, ma ci sono casi in cui il malato è costretto al ricovero e non sempre le famiglie hanno risorse economiche adeguate per sostenerne i costi».Oltre alla necessità della cura, ormai scontata, sempre più attenzione sta inoltre venendo riservata all‘importanza di entrare in empatia con i malati. Alcuni operatori, durante il convegno, hanno fatto presente quanto sia indispensabile che il paziente di Alzheimer percepisca la serenità di chi gli è accanto, in modo da poterne influenzare l’umore nella maniera più positiva.Conclude Leso: «Il Comune continuerà a fare da coordinatore e regia delle varie realtà impegnate sul territorio e ho già in agenda incontri annuali di aggiornamento. È importante confrontarsi costantemente e fare emergere anche le esperienze che si fanno altrove».L’incontro di ieri, che per la prima volta ha voluto mostrare con la proiezione di spezzoni di film, cosa significhi vivere in prima persona o come familiari l’Alzheimer, è stato promosso insieme alle associazioni Alzheimer Italia, Familiari Malati di Alzheimer, ABC, alla Fondazione Pia Opera Ciccarelli, all’, al Centro Servizi per Anziani Le Betulle e alla Fondazione Oasi San Bonifacio.