Giornale di Vicenza

Dopo quasi cinque anni, il progetto Le Chiavi di Casa ha permesso, attraverso un servizio dedicato, lo sviluppo di 22 percorsi di autonomia abitativa per i disabili dell´Alto Vicentino. È questo il bilancio tracciato la scorsa settimana in villa Nievo Bonin Longare, durante un incontro a cui hanno partecipato tutte le parti interessate. L´iniziativa è stata indirizzata verso quegli adulti che, nonostante la disabilità, hanno presentato buone o potenziali autonomie oltre ad essere interessati a vivere da soli: dal 2010 sono stati seguiti a domicilio dalle cooperative sociali Verlata e Comunità Servizi. «Questo modello è fondato sul lavoro di rete fra privato sociale e servizi pubblici», spiega il coordinatore di Le Chiavi di Casa, Franco Balzi. «L´obiettivo è di far rientrare il servizio per l´autonomia abitativa nel piano di comunità della conferenza dei sindaci dell´Ulss 4. Non solo per la sua fattibilità, ma anche per la sostenibilità economica tanto per le persone interessate, quanto per il sistema socio-sanitario e per gli enti locali». L´età media degli individui seguiti è di 44 anni e nel 59% dei casi si tratta di maschi. La durata del servizio è di un anno e la presenza degli operatori delle cooperative si aggira sulle 6 ore a settimana. «La nostra Ulss ha scelto da tempo di privilegiare l´autonomia abitativa – aggiunge il direttore dei servizi sociali dell´Ulss 4, Alberto Leoni per tutte le fasce fragili della popolazione: è ora necessario mettere a regime l´esperienza sperimentata da Le Chiavi di Casa in questi ultimi anni». Il progetto Le Chiavi di Casa, di cui il servizio trattato durante il convegno a Montecchio Precalcino è una parte, è gestito dalla Fondazione di Comunità Vicentina per la Qualità di Vita in rete con Ulss 4 Alto Vicentino e associazione AbitAzioni. Dal 2009 mira a soddisfare in modo differenziato le necessità residenziali di persone adulte con disabilità a vari livelli di gravità. Nell´arco di 5 anni ha offerto soluzioni abitative a 59 persone, attivando e potenziando 12 strutture e servizi. Per sostenere il progetto è stata creata una rete di sinergie fra pubblico e privato con l´ investimento di 6 milioni e 350 mila euro