Giornale di Vicenza 9 ottobre

l bando, assegnato alla Bramasole il 16 ottobre dello scorso anno per la gestione del San Camillo, prevedeva tra i vari punti che il direttore generale dell’Istituto di contra’ San Pietro provvedesse «alla formalizzazione della commissione interna di controllo prevista dall’articolo 27 del capitolato speciale di appalto». Una sorta di task force composta da dirigenti interni che doveva “accompagnare” l’ingresso della nuova cooperativa, verificare che gli standard fossero quelli previsti dal bando e che mantenesse i livelli assistenziali richiesti. «Quella commissione – spiega il direttore Paolo Rossi – si è insediata ed ha sempre eseguito i controlli. Ma il clima che si era instaurato all’interno non era tranquillo. C’erano tensioni sindacali; mancava il passaggio di consegne da parte della cooperativa precedente dal momento che era ricorsa al Tar e al Consiglio di Stato senza alcun successo. Il compito era quello di vigilare sugli standard degli operatori, in numero maggiore rispetto a quello previsto, e valutare i servizi». È questo era uno strumento all’interno dell’Ipab per monitorare quello che accadeva nei tre piani dei “Camillini”. Accanto ci furono due tavoli tecnici convocati dall’allora commissario straordinario Francesco Zantedeschi, per un ulteriore monitoraggio su quanto avveniva. A quei tavoli, l’ultimo risale al 25 febbraio di quest’anno, erano convocati e presenti l’assessore comunale alla Comunità Isabella Sala, un rappresentante della cooperativa Bramasole, Lucia Marchetto del Comitato dei famigliari, i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil, il direttore generale e il dirigente tecnico finanziario. A questo punto la domanda sorge spontanea. Se in quell’occasione si discuteva dei problemi riscontrati e si cercavano accorgimenti da adottare per migliorare il servizio, perchè non è mai emerso che la situazione era così drammatica? Forse è peggiorata nel tempo come il dossier del sindacati di base testimonia con decine di segnalazioni gravi come la mancanza di lenzuola, pannoloni e tanto altro. E perchè non si è mai intervenuti con fermezza? Mancavano interlocutori? O qualcosa nella rete dei controlli non funzionava? Si è dovuto insediare il nuovo cda lo scorso 15 luglio per ottenere le prime diffide nei confronti della Bramasole per inadempienze gravi come quella di non effettuare le medicazioni con regolarità.