Gazzettino 29 maggio 2015

Aprire un’attività commerciale -in questo caso una birreria- rientra nelle possibilità previsto dallo statuto della Cooperativa Ca’ della Robinia e quindi non può essere giudicato come un errore. E non solo: le contestazioni mosse sulle somme richieste, e concesse dalla Regione, risultano per lo meno curiose visto che arrivano proprio da chi avrebbe dovuto controllare. Partendo da queste due osservazioni, i legali di Bruna Milanese smontano punto per punto la lettera con cui la Regione motiva la revoca del finanziamento, o di quello che ne rimane, concesso per avviare una fattoria didattica per disabili. Fondi, 3,4 milioni di euro, utilizzati per acquistare l’ex discoteca Discopalace poi trasformata in attività commerciale. La Coop inoltre respinge al mittente l’accusa di aver ricevuto soldi che non le spettavano per la mancanza dei requisiti necessari. Se qualcuno ha sbagliato, sottolineano i legali Aloma Piazza e Riccardo Santin, bisogna cercarlo in Regione.  «La cooperativa -si legge nella nota difensiva- s’è limitata a presentare alla Regione un progetto che ha ricevuto l’assenso regionale da parte degli uffici di controllo preposti ottenendo una erogazione monetaria invero ingente. Sostenere oggi -a distanza di 4 anni- che una tale erogazione sia avvenuta “in assenza della preventiva approvazione del progetto” e in favore di un soggetto inidoneo “sia sul piano organizzativo, sia sul piano finanziario” rappresenta il riconoscimento di una colpevole assenza dell’Ente regionale in sede di controllo non certo una responsabilità della Cooperativa». Gli avvocati poi ribadiscono quanto detto dalla presidente Bruna Milanese: la loro assistita è stata aiutata fino all’acquisto dell’ex discoteca e poi lasciata sola. E quando la Regione contesta che una parte dei soldi sono stati richiesti per lavori «prodromici» indispensabili per una fattoria mai avviata, ribattono che tutte le scelte sono state fatte «su precisa indicazione di vostri amministratori che hanno garantito sempre la loro assistenza fino all’acquisto dell’immobile per poi dileguarsi».