La Tribuna, 2 ottobre 2015

CODOGNÈ Battaglia legale per la casa di riposo nell’ex caserma Maset. L’immobiliare Fassina, seconda classificata nella graduatoria della Conferenza dei Sindaci Usl7 per la costruzione della casa di riposo da 73 posti (aggiudicata dal Comune di Codogné), ha presentato ricorso contro l’Usl 7 prima al Tar (respinto ad agosto) e poi, in appello, al Consiglio di Stato. In questi giorni l’Usl 7, la Conferenza dei Sindaci e il Comune di Codognè si sono costituiti in giudizio. Dal punto di vista formale, la Fassina ha impugnato la proroga per l’avvio dei lavori sulla struttura. Secondo gli amministratori di Codognè, si tratterebbe di una strategia per cancellare l’assegnazione dei 73 posti per anziani al Comune: la Fassina vorrebbe la casa di riposo per sé, e la costruirebbe non a Codognè ma in via Matteotti a Conegliano, dove ha un terreno di proprietà. In attesa che anche il Consiglio di Stato si esprima, dal Comune di Codognè filtra grande amarezza. La vicenda dell’ex caserma Maset in via Farmacia ha avuto una storia travagliata, specie negli ultimi anni: tra le varie ipotesi per il suo utilizzo, c’era quella di tendopoli per i profughi. Quando finalmente l’agenzia del demanio aveva stretto un accordo col Comune per la costruzione della casa di riposo, e il nodo sembrava sciolto, ecco la tegola del primo ricorso targato Fassina (notificato il 25 giugno), cui poi è seguito questo secondo (datato 8 settembre, con costituzione in giudizio dell’Usl7 sette giorni fa). «Trovo questo ricorso del tutto strumentale» spiega Roberto Bet, sindaco di Codognè «non so esattamente cosa cerchi l’immobiliare Fassina, ma pare che voglia mettere in difficoltà l’amministrazione. Saremmo già partiti con il bando per la costruzione della casa di riposo. Il Tar ad agosto ha risposto che il ricorso non presentava motivi di fondatezza, e che la proroga era sufficientemente motivata. Ora c’è questo nuovo ricorso, ma non abbiamo intenzione di aspettare ancora. Con il bando siamo pronti, lo pubblichiamo lo stesso».