La Nuova Ferrara
5 settembre

Ferrara è la città giusta se si vuol iscrivere i propri figli all’asilo nido. Secondo l’ Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva la città degli Este è infatti, tra quelle emiliano-romagnole, la meno cara per quanto riguarda l’esborso mensile da pagare. In media 244 euro al mese che la rendono quindi la meno esosa di tutta la regione. Una cifra, quella che spende ogni famiglia, ben al di sotto anche della media regionale visto che in Emila-Romagna l’esborso staziona sui 331 euro. Ad alzarla è sicuramente Forlì che con i suoi 410 euro al mese è in testa alla graduatoria stilata da Cittadinanzativa. Segue poi Rimini, in cui si paga 362 euro, Reggio Emilia dove la retta costa un euro in meno, Piacenza con 354 euro e Cesena poco meno cara, 351 euro. Il capoluogo di regione, Bologna, è circa a metà classifica con349 euro al mese. Tra le città più economiche dove mandare i figli al nido spiccano Ravenna con 296 euro e Parma con i suoi 288 euro. Ma se sembra che il costo di un figlio in Emilia-Romagna, in cui si trova l’offerta più ampia in assoluto d’Italia, sia eccessivo è niente in confronto a quello che si spende in Valle d’Aosta, la regione più cara dello Stivale per i servizi zero-tre anni con un esborso che in media tocca i 440 euro al mese. Se si guarda invece alla Calabria i genitori emiliano-romagnoli non saranno poi così felici: il divario di spesa è molto largo visto che i costi si riducono a 164 euro. Va detto però che, rispetto al 2013-2014, la Calabria ha fatto registrare l’aumento più consistente a livello nazionale: più 18 per cento in un anno. Per quanto riguarda le strutture, in tutti i Comuni dell”Emilia-Romagna ci sono 619 nidi pubblici, con una disponibilità di 28.388 posti, mentre le strutture private sono 399, per un totale di 9.890 posti di asilo. Nei capoluoghi di provincia si contano 319 strutture comunali, con una lista d’attesa del 16 per cento. Fra i capoluoghi di provincia in giro per l’Italia, solo 14 hanno aumentato le rette: l’incremento record a Cosenza (più 117,3%), quello minimo a Trieste (più 0,5%). Lecco la provincia più cara (515 euro), Catanzaro la meno cara (100 euro).