VicenzaPiu 14 ottobre

“Ipab va in procura per il video choc «Omesso soccorso». Cristofari (Cda): «Chi ha girato le immagini non
ha avvisato nessuno, comportamento riprovevole»”: così titolava e sottotitolava ieri, martedì 13 ottobre, la stampa locale sulla possibile evoluzione giudiziaria del caso “vermi all’Ipab San Camillo”, scoppiato dopo che lo stesso quotidiano il 5 ottobre pubblicava “un video di venti secondi. Un colpo allo stomaco. Diretto e duro. Si vede il piede di un anziano con piaghe da decubito sui talloni. Le lenzuola sono lerce, macchiate. I piedi hanno croste che escono dalle bende…”.
Il video, dato subito per inequivocabilmente riferito alla struttura in cui operava la Bramasole, discussa cooperativa vincitrice al discount (notizia e perplessità le anticipammo noi, allora da soli, il 18 giugno 2014) di un bando gestito a metà 2014 da Francesco Zantedeschi, il commissario nominato da Luca Zaia, portava subito a scudisciare l’attuale Cda, “ispirato” da Achille Variati e insediatosi a metà luglio 2015: “Dopo aver appreso la notizia pubblicata su Il Giornale di Vicenza, sono bastate poche ore ieri mattina al presidente della Regione Luca Zaia per prendere carta e penna, convocare una commissione d’indagine, e annunciare la volontà di fare «piazza pulita» all’Ipab per una vicenda che, «se confermata come temo», è da ritenere «inaccettabile e indegna… quanto ho visto è spaventoso. Farò tutto quello che mi consente di fare la legge per cambiare registro. Bisogna mandare tutti a casa. Ricordo che i vermi non vengono dalla carne ma da una mosca che ha deposto le uova. Quindi la situazione era così da tanto, troppo, tempo. Nessuno se n’è accorto? Non spetta a me dare giudizi. So che gli amministratori non vanno in corsia. Tuttavia qui non stiamo parlando di un farmaco sbagliato ma di vermi. Quando non si tutela e rispetta la dignità di un malato o di una persona fragile non c’è più nulla da salvare»…”
E, dopo polemiche e ping pong vari, dopo aver scoperto che il video tanto recente poi non era e si riferiva alla seconda metà di luglio 2015, pochi giorni dopo l’uscita di Zantedeschi nominato da Zaia e il contemporaneo arrivo del Cda made in Variati, ieri ancora carta, penna e tipogarafia e dagli agli untori: non i responsabili del fatto e, poi, chi ci avrebbe speculato, in una sequenza di accuse e contro accuse degne di un reality, dove, però, di reale c’è solo il maltrattamento degli anziani, ma chi avrebbe avrebbe documentato il malfatto.
E allora l’attenzione e le accuse, dopo un apparente killeraggio mal gestito e peggio riuscito, si spostavano ieri sul cameraman e su chi avrebbe fatto arrivare il video al quotidiano locale, pronto, giustamente, a pubblicarlo, ma ancor più pronto, senza le dovute verifiche?, a megafonare accuse e certezze.
1 – il video era di sicuro girato all’Ipab San Camillo (chi e come glielo aveva assicurato e documentato allora visto che il video in sè non ha riferimenti di volti e luoghi e solo ora, in base al referto di cui al punto successivo, si può affermara con certezza che abbia registrato un’atrocità al San Camillo?)
2 – i tempi (anche se con un generico e marginale riferimento a una registrazione fatta non proprio qualche ora prima) portavano a puntare il dito contro l’attuale presidente Lucio Turra e il suo Cda, anche se poi la data del video (individuata nel 20 luglio 2015, lo aveva ribadito pochi giorni dopo Achille Variati alla stampa, grazie al rapporto steso sull’episodio proprio dal personale medico interno) è risultata scomoda per i primi attacchi di Zaia, comprensibili sulla base delle incerte certezze mediatiche che sulla “non data” avevano fatto scatenare un putiferio che diventava subito e, purtroppo, prevalentemente politico, alias settario e difensore di strani interessi che in un Paese normale nessuno associerebbe al termine politica.
Ora, dopo il putiferio, tanto più grosso tanto più rapido nell’essere controproducente per gli interessi reali degli anziani, che meriterebbero ben altro rispetto da politica e media e, soprattutto, servizi accurati da parte di operatori scelti, non solo all’Ipab, in modi ormai non più accettabili, ecco che ieri si alza il poverone delle denunce contro chi ha ripreso le immagini e oggi, messe in secondo piano le improbabili conseguenze del “cameraman” giustiziere, la stessa stampa quotidiano si lancia sull’altra grande notizia: Turra sanziona la Bramasole con 5.000 euro, la retta di due mesi di un ricoverato all’Ipab!…
P.S. (lungo, sorry)
E se il video fosse arrivato al diArio quotidiano da un sindacalista di base (USB, per esempio) senza alcuna nota di accompagnamento che, magari dopo qualche parola che lo associava al San Camillo e scambiata col cronista, ne giustificasse l’attribuzione temporale certa?
E se il video fosse arrivato a quel sindacalista da un suo collega che, magari lo aveva ricevuto, che so, via cellulare, da un parente del povero anziano, la cui identità noi giornalisti avremmo tutelato e che lui sindacalista vorrebbe ugualmente difendere da clamori estranei al bene del suo povero vecchio?
E se il sindacalista, originario destinatario della video denuncia “privata”, dispiaciuto dello zoppicante “scoop”, vero per gli orribili vermi, tutto da verificare per le conseguenze extra interessi degli assistiti all’Ipab San Camillo e concesso a chi sulla stampa quel sindacato generalmente lo maltratta salvo sfruttarlo come in questo caso con qualche possibile forzatura, avesse inviato il video, da tempo custodito in quel cellulare per le comprensibili paure di ulteriori maltrattamenti verso il vecchio ripreso con i vermi, ad altri media come il nostro? Magari titubanti verso lo scoop e un pò abituato a verificare le accuse anche quando quelle accuse poi documentate e pubblicate (vedi nel 2012 il caso dei rifiuti ferrosi sotto la Valdastico Sud e poi… e poi … e… poi) non trovano eco su altri media perchè non fanno comodo nè solo a destra nè solo a sinistra, nè soprattutto ai sindacati o soprattutto agli industriali, ma solo ai cittadini e alla comunità nel suo complesso?
“Se, se e se” abbiamo scritto perchè così ci è stato detto e così abbiamo ascoltato, prima ancora della notizia pubblica della denuncia in procura, ma delle parole non abbiamo prove se non quelle concesseci dai poteri… divinatori di qualche amico di turno.
Allora se il “tour” del video fosse quello descritto dobbiamo ora scrivere delle denunce contro chi, scoperchiando l’ennesimo caso di bandi e appalti riprovevoli, chiunque ne sia responsabile, ha, prima, documentato un’atrocità e, poi l’ha diffusa ?
Dobbiamo scriveer di questo invece che approfondire perchè (e per chi) avvengano queste atrocità visto che ora forse sarà una gran corsa a distrarci con querele contro obiettivi che a noi paiono (notate, diciamo, in attesa di verifiche, “paiono”) solo vittime (parenti o sindacalisti che siano) e con multe insignificanti?
Ma perchè approfondire (e denunciare prima, non solo dopo) le atrocità, questa volta contro i nostri vecchi ma sempre contro i più deboli, se il rumore mediatico (e il rumore non è sinonimo di informazione ma di show) non fa più un gran comodo a nessuno di quelli che hanno interesse a raccontarci solo le loro verità?
Per servirsene. Non contro i vermi, ma “da vermi”?