Gazzettino 2 gennaio

Un accorpamento, quello delle dirigenze nella sanità, che ha suscitato preoccupazioni a livello politico. «Prosegue la lottizzazione della Sanità veneta ad opera di Zaia e Bitonci. – sottolinea il deputato di “Fare” Roberto Caon – Il presidente del Veneto, per assecondare le richieste del sindaco di Padova, ha infatti rimosso il direttore dell’Azienda ospedaliera di Padova, Claudio Dario, per far gestire a una persona di fiducia tutta la partita del nuovo ospedale di Padova».
In disaccordo anche il senatore dell’Udc Antonio De Poli. «Al di là dei nomi dei direttori generali che, nel caso specifico, sono persone competenti, serie e professionalmente all’altezza, siamo convinti che il metodo adottato dalla Regione sia sbagliato e crea solo confusione sia dal punto di vista giuridico che amministrativo e soprattutto assistenziale», sottolinea. Positivo invece il giudizio di Antonino Pipitone (Idv). «Le nomine dei direttori generali delle Asl venete confermano l’indirizzo del piano sociosanitario regionale del Veneto e gli impegni presi in campagna elettorale dalla stesso Zaia – sottolinea – Adesso parte la sfida più importante per la sanità veneta: garantire cure di qualità investendo risorse economiche e professionali sul territorio, riducendo le liste di attesa, assumendo nuovo personale medico e infermieristico». La Cgil del Veneto, in un documento, sottolinea come «Invece di aprire un confronto vero si commissariano le Asl perché la maggioranza di Governo in regione non è riuscita ad approvare il Pdl 23. Si utilizza lo strumento del commissariamento, non si capisce con quali riferimenti normativi, per coprire l’incapacità di dare un nuovo e stabile governo al sistema sanitario regionale».