CESIOMAGGIORE Aumentano significativamente i casi di marginalità sociale per scarsità di mezzi economici, e diminuiscono i giorni di degenza ospedaliera con la necessità di fare rete attorno agli anziani soli per sostenerli nella dimissione sempre più precoce e prematura. Sono questi i dati emersi nel bilancio di attività presente e futura di Cesiosolidarietà che si è confrontato nella pubblica assemblea per prospettare le iniziative del 2015. La presidente Licia Cappellin, dopo aver fatto una panoramica sulle iniziative in essere e già consolidate nel tempo che riguardano l’attività assistenziale nei confronti delle singole persone e le convenzioni con il Comune e con l’azienda municipalizzata dei servizi alla persona, ha proposto l’avvio della collaborazione anche per quanto riguarda il centro sollievo per i malati di Alzheimer. Si tratta di un progetto già attivato a Feltre che consente di dare respiro ai familiari delle persone affette da demenza per l’arco diurno. La prossima tappa è quella di Cesio dove a breve sarà avviata analoga iniziativa. E Cesiosolidarietà si propone già come soggetto partecipe per favorire l’integrazione e il miglioramento della qualità della vita per i pazienti con Alzheimer e per i loro congiunti. Ma fra le priorità del sodalizio c’è anche quella del sostegno economico di persone singole o famiglie in stato di bisogno. «Quello che riscontriamo è l’aumento di situazioni di indigenza che riguardano non solo famiglie extra-comunitarie ma anche locali», dice la presidente Licia Cappellin la cui associazione è in rete con i servizi di assistenza sociale per monitorare il bisogno e per canalizzare le risorse. Fra i dati di attività 2014, balza all’occhio la diminuzione delle ore di assistenza ospedaliera diurna e notturna, mentre risalta il numero di interventi che hanno impegnato dodici volontari attivi per gli accompagnamenti a visite specialistiche, terapie e riabilitazioni all’ospedale di Feltre e per alcuni casi anche a Belluno. «La riduzione delle ore di assistenza in ospedale è determinata dal fatto che le degenze sono sempre più corte, mentre aumentano in maniera esponenziale gli interventi sul territorio e la necessità di supportare gli anziani o le persone sole e in difficoltà, nelle attività quotidiane post-dimissione o in quelle che richiedono un sostegno per far fronte alla solitudine o alla perdita di autonomia», conclude la presidente Cappellin nell’analisi di una situazione socioeconomica rispetto alla quale il ruolo del volontariato sociale è sempre più determinato e determinante.