La parola decisiva sarà quella dell’anatomo-patologo che eseguirà l’autopsia sul corpo di Cinzia Abbondanza, la disabile deceduta sabato mattina nel ricovero per anziani in via Sant’Agà: solo quest’esame, infatti, permetterà di dare una base scientifica, o viceversa smentire, i dubbi degli inquirenti, che su questa morte non ci vedono ben chiaro.
L’incarico dell’autopsia con ogni probabilità sarà affidato dal pm Michela Guidi oggi lunedì al medico legale, così da poter liberare il prima possibile il corpo dai vincoli della burocrazia e rendere possibile la sepoltura. Il caso desta perplessità in quanto al momento del rinvenimento del corpo da parte dei soccorritori del 118, avvisati dal personale della struttura, il cadavere presentava una diffusa presenza di macchie. Sul posto si è portata anche la Polizia, con i suoi reparti investigativi come la Squadra Mobile e la Squadra Scientifica.
Queste macchie potrebbero essere lividi, e quindi i segni che è accaduto qualcosa di traumatico (da una caduta a delle percosse) e quindi con una eventuale responsabilità di terzi. Ma potrebbero essere anche “normali” macchie ipostatiche, sostanzialmente ristagni di sangue nei tessuti, tuttavia nella loro posizione incompatibili con la posizione, stesa a letto e supina, del corpo della donna disabile. Appunto per diradare i dubbi è stata prevista l’autopsia. Solo l’esame medico permetterà di trovare elementi chiarificatori.
In contemporanea è in corso un’indagine parallela di tipo amministrativo volta a comprendere se Cinzia Abbondanza poteva essere ospitata in una struttura di ricovero destinata ad anziani e non a gravi disabili. A quanto risulta agli inquirenti, in ogni caso, la sua presenza lì era episodica, per supplire ad una mancanza temporanea della badante che normalmente l’accudiva.
Cinzia Abbondanza aveva 55 anni, era disabile in quanto affetta da sindrome di Down e di fatto paralizzata. Era figlia di Fabio Abbondanza, uno dei fondatori della cooperativa Cils, la cooperativa che ha permesso e permette l’inserimento sociale e lavorativo di molti disabili.“