La Regione erogherà dai 41 agli 81 euro al giorno per ognuno dei 6200 disabili accolti nei 300 centri diurni attivi nelle 22 Ulss del Veneto. E questo il ‘range’ della quota sanitaria standard approvato all’unanimità dalla commissione Sanità del Consiglio regionale del Veneto nell’ultima seduta della nona legislatura. Il provvedimento rappresenta un passo decisivo verso la definizione dei costi standard dei Ceod e persegue l’obiettivo di omogeneizzare l’offerta, qualificare l’assistenza ai disabili e razionalizzare l’impiego delle risorse pubbliche. Nel dare via libera alla delibera che riforma i criteri di determinazione delle rette nei centri diurni per disabili, la commissione ha voluto introdurre anche criteri di gradualità e di compatibilità con le risorse (ancora da definirsi) del fondo regionale per la non autosufficienza. La Regione, infatti, copre il 67,5 per cento della spesa per ogni disabile accolto, il restante 32,5 per cento è a carico delle Ulss, dei Comuni e, a seconda dei casi, delle famiglie. L’applicazione delle rette standard dovrà pertanto essere monitorata da un tavolo istituzionale che coinvolgerà anche le Ulss, i Comuni e i gestori dei centri e dovrà tener conto delle specificità territoriali (per esempio del maggior costo del servizio di trasporto nelle aree montane e a bassa densità geografica) e dei particolari progetti di assistenza per disabili di diversa età e gravità