La Nuova

TREPORTI Presidente di seggio impedisce a un giovane disabile treportino di votare “assistito” dai genitori come prevede la legge. La denuncia arriva direttamente dai genitori di M.S., 25enne disabile regolarmente munito di timbro del Comune che gli consente il “voto assistito”, cioè la possibilità di essere accompagnato da una persona di fiducia all’interno della sezione elettorale di Treporti, sede di votazioni più vicina a dove risiede, per esprimere il voto in modo consono alla sua disabilità. «Durante l’ultima chiamata alle urne del 31 maggio», lamentano la mamma e il papà, «il presidente di seggio a Treporti, alla richiesta di esercitare il diritto di voto da parte di nostro figlio esibendo tutta la documentazione necessaria, dapprima non ha riconosciuto la validità del timbro che certifica l’esercizio della modalità di voto assistito sulla scheda elettorale del ragazzo, quindi ha richiesto obbligatoriamente di poter esaminare tutte le certificazioni mediche che attestassero tale disabilità». «Nonostante le proteste dei genitori del giovane disabile», aggiunge Franco Bastianello, delegato della Uildm, «che fra l’altro, con la medesima forma assistita ed esibendo la stessa documentazione, ha sempre votato negli anni scorsi senza problemi, il presidente di seggio sulla questione si è dimostrato inamovibile. A quel punto, dopo aver subito l’umiliazione davanti ai vari componenti del seggio e degli altri elettori, i genitori se ne sono andati senza votare». Venuto a conoscenza dell’episodio poco dopo, Bastianello ha chiesto immediatamente spiegazioni al dirigente del servizio elettorale del Comune, Silenostefano Manzato. «Il responsabile», aggiunge, «si è pubblicamente scusato con la famiglia, ricordando che il Comune aveva dato precise indicazioni in modo che ai disabili fosse prestata la massima attenzione durante le votazioni all’interno delle 13 sezioni di Cavallino-Treporti. Purtroppo non era prevista l’ignoranza e la mancanza di buon senso da parte di una persona dal comportamento incomprensibile purtroppo in quel momento messa a ricoprire ruolo di responsabilità». Ora la famiglia sta preparando una segnalazione da protocollare in Comune e una denuncia da presentare invece al tribunale di Venezia per aver impedito a un disabile la possibilità di esprimere il proprio diritto di voto in forma assistita. «Rimane l’amaro in bocca», conclude Bastianello, «nel constatare che nel caso specifico, nessuno dei presenti al seggio, rappresentanti delle forze dell’ordine compresi, si sia sentito in diritto di fare una verifica immediata di ciò che stava accadendo e della legge in materia, un controllo sull’operato del presidente di seggio che ne avrebbe evidenziato la scorrettezza».