La Regione, dopo giorni di verifiche e trasmissioni di atti alla Procura, ha deciso di avviare il procedimento di revoca del contributo alla cooperativa Ca’ della Robinia. È la prima decisione concreta presa dal direttore regionale dell’Area sanità sociale, dopo la bufera sull’ex discoteca Disco Palace. Destinato a diventare una fattoria didattica per disabili, e per questo motivo acquistato dalla coop grazie al contributo di 3,4 milioni ottenuto dalla Regione, fu invece trasformato in una birreria. La coop, guidata da Bruna Milanese, dopo l’acquisto dell’immobile ormai chiuso da anni ha solo parzialmente avviato quanto descritto nel progetto inviato in Regione per ottenere il finanziamento. Sulla carta, al posto del Disco Palace, doveva sorgere la fattoria didattica e un’attività di ristorazione dove assumere ragazzi disabili. In pratica la coop ha avviato solo la seconda parte, un piccolo ristorante poi ceduto in affitto a una catena di birrerie. E su questo punto è scoppiato il giallo che ha coinvolto l’ex assessore regionale al sociale Remo Sernagiotto e l’ex direttore dei servizi sociali Mario Modolo. Ora però la Regione vuole chiarezza. Quindi, oltre ad avviare la pratica per chiedere la restituzione del contributo, visto che non sarebbero stati raggiunti gli obiettivi per cui era stato erogato, il settore sanità sociale ha anche dato 6 giorni di tempo alla Cooperativa per chiarire questo “affitto d’azienda”. Non solo: ieri il governatore Luca Zaia ha segnalato tutta la vicenda alla Corte dei Conti per valutare eventuali responsabilità contabili. Decisione che segue quella della scorsa settimana di chiedere l’intervento della Procura. Un altro esposto alla Corte dei Conti arriverà nei prossimi giorni attraverso l’europarlamentare e candidata governatrice Alessandra Moretti, che proprio oggi andrà in via Annibale Carretta, dove sarebbe dovuta sorgere la fattoria: «La vicenda ha dell’incredibile -dice la Moretti- vogliamo fare chiarezza. Chi non è in grado di governare deve lasciare il posto, per il bene dei cittadini». Intanto l’assessore regionale al sociale Davide Bendinelli chiarisce un paio di passaggi. Il primo: la delibera che istituisce il fondo di rotazione servito per finanziare progetti come quello di Ca’ della Robinia, è stata votata dal consiglio nel marzo 2011 con un solo voto contrario: «Non si può quindi affermare che l’iniziativa fosse considerata da tutte le forze politiche palesemente inopportuna o, tantomeno, una forzatura». Inoltre precisa che la Giunta regionale si è limitata a prendere atto del lavoro svolto da una commissione tecnica incaricata di esaminare i progetti, dare punteggi, gestire il fondo ed effettuare i controlli.