Gazzetta di Reggio
6 gennaio

CASALGRANDE Una casa protetta che fa discutere. Sono giorni di scintille a Casalgrande fra l’opposizione a 5 Stelle e l’amministrazione comunale Pd attorno alla nuova casa residenziale per anziani che verrà costruita a Casalgrande Alto, un progetto a cui si lavora da anni e che ha visto lo sblocco dei primi 650mila euro di investimenti. È un’operazione nel cosiddetto project financing, che coinvolge sia realtà pubbliche che imprenditori privati nella realizzazione dell’opera o del servizio, a livello di risorse e poi di gestione. Per i tre consiglieri 5 Stelle Roberto Mattioli, Annalita Luppi e Fabio Manelli il problema non è nell’idea di realizzare una Cra, ma nelle procedure di appalto per la gestione della struttura stabilite da un bando approvato nel 2012. E su questo hanno presentato un’interrogazione, non la prima, al riguardo. Il dubbio principale è economico, sulla «notevole differenza rilevata tra le due offerte in gara, sbalorditi da come sia stato deciso di assegnare la gestione della Cra alla società che ha proposto i costi più elevati sia per il Comune che per i futuri ospiti». Non si è quindi seguito il principio del massimo ribasso, come spesso avviene. La differenza è di «817mila euro che i casalgrandesi dovranno sobbarcarsi. Il sindaco Vaccari ha dichiarato che è una cifra di poco conto, alla quale però va anche aggiunto un periodo di 3,5 anni in più di affidamento per la gestione della struttura e costi dei servizi decisamente più alti per gli ospiti». Per i 5 Stelle, nella scelta dell’offerta si è guardato solo ai numeri, è «stata imposta e tollerata una logica speculativa che ha stravolto un progetto originario a nostro avviso ben concepito, con l’unico scopo di ottenere il maggior numero di posti letto possibili». E per farlo è stato modificato il piano originario, «sono state apportate modifiche che dati alla mano risultano strutturali». Il rischio è che in questo modo «non siano stati tutelati gli interessi del Comune e dei cittadini» da due prospettive diverse. Da un alto si dovrà «far fronte a costi esorbitanti» e cambierà pure il pubblico del servizio, «che dovrebbe essere popolare, ma che a quelle condizioni si potranno permettere solo i più facoltosi». «Ho già spiegato loro – risponde il sindaco – nella precedente interrogazione che ripropongono sostanzialmente identica, forse per mancanza di altri argomenti, che se vogliamo contrastare il malaffare, le gare non devono essere al massimo ribasso ma devono contenere elementi e proposte tecniche migliorative». In questo caso, spiega, «il progetto vincitore offriva una quindicina di posti complessivi in più. Anche alla luce del previsto aumento della popolazione anziana, è evidente che già questo sia un elemento decisamente migliorativo». Vaccari contesta poi anche la ricostruzione sulle cifre: «insistono a confondere il valore complessivo del PEF (piano economico finanziario) con gli anni di concessione, che sono uno la traduzione dell’altro e non, come ripetono, due elementi disgiunti da sommare». E sulla linearità dell’operazione si dice tranquillissimo, visto che, sottolinea, «perfino l’azienda che ha perso la gara, dopo aver visionato ogni singolo documento, ha ritenuto tutto talmente ineccepibile da non fare ricorso, cosa che avviene invece quasi sempre in queste gare».